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AL CONVEGNO “CRESCERE TRA LE RIGHE” DELL’OSSERVATORIO GIOVANI EDITORI PRESENTE ANCHE IL NUMERO UNO DI TIME WARNER

Il convegno “Crescere tra le righe”, giunto alla sua VII edizione, organizzato dall’Osservatorio permanente Giovani-Editori si è concluso ieri a Borgo La Bagnaia (Siena). Ipad, social network, libertà di stampa, competitività, giovani e futuro, le principali parole chiave, ma è il progetto del “Quotidiano in classe”, accolto con favore dal presidente e Ad del Colosso Time Warner, Jeff Bewkes, presente in sala, ad aver catturato l’attenzione. Un’altra piccola vittoria del “made in Italy”, cita infatti, il presidente Tod’s, Diego Della Valle, in un suo intervento, specie dopo gli allarmanti dati discussi dallo stesso Ad di Time Warner: “Negli Usa solo il 5% dei teenager ed il 10% dei giovani adulti si definiscono utilizzatori dei quotidiani, ne deriva una preoccupante mancanza di senso civico. Con il “Quotidiano in classe”, l’Italia ha il migliore programma europeo per risolvere il problema e sarebbe un’ottima idea cercare di ricrearlo”. Il convegno di due giorni proseguito nella giornata di ieri, si è articolato in numerosi interventi, da quello del Presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti, che ha ribadito come il ruolo della formazione dei giovani, il reale futuro di una cittadinanza attiva, sia l’obiettivo fondamentale e condiviso con l’Osservatorio. A quello sul ruolo dei media “tra società ed istituzioni”, su cui si è incentrato il dialogo tra Fedele Confalonieri (Pres. Mediaset), Maurizio Costa (Ad Mondadori che, sollecitato sul Caso Saviano ha chiosato che pubblicherà presto per Einaudi smentendo le voci su un definitivo abbandono della casa editrice da parte dello scrittore napoletano), Giuseppe Mussari ( Presidente Monte dei paschi e Abi) e Fabrizio Palenzona (Vice-presidente di UniCredit) il quale ha strappato applausi con lo slogan di giornali “con proprietà asettiche e diffuse” e un’informazione pubblica “vera sul modello della BBC”. L’incontro si è concluso con la “lezione frontale” del Ministro Tremonti sulla crisi, anche se singolare è la scelta presa dall’organizzazione riguardo l’assenza in scaletta di domande da parte della platea dei giovani, interpellati però dal moderatore Massimo Gramellini. Alla domanda di quanti tra gli studenti in salaavessero mai avuto a che fare con un e-book o un ipad, solo una decina risultano le mani alzate. Il tutto volto a confermare, sembrerebbe, le parole conclusive del presidente dell’Osservatorio Andrea Ceccherini, il quale non ha esitato a definire il giornale “di carta”, quale unico mezzo che permetta “di non restare in superficie rispetto ai fatti, ma di andare in profondità per capire”.

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