Editoria

Aie vuole incontrare Giuli: “In manovra non c’è niente per il libro”

La manovra non piace agli editori perché non c’è “niente per il libro”. E l’Aie adesso alza la voce e chiede di essere ricevuta dal ministro alla Cultura Alessandro Giuli. La vicenda non è per niente semplice, da un punto di vista fattuale e da quello simbolico. Difatti, l’Italia è appena uscita dalla Buchmesse che l’ha vista ospite d’onore per la prima volta dopo 36 anni e, contestualmente, il mercato del libro – che aveva pur registrato un’interessante evoluzione nei mesi della pandemia che per trascinamento è durata qualche annetto – adesso è in ritirata. “Il settore del libro è in sofferenza – spiega Innocenzo Cipolletta, presidente Aie, quest’anno avvertiamo un calo negli acquisti da parte delle persone. Nella legge finanziaria non abbiamo trovato nulla. Stiamo aspettando di essere ricevuti dal ministro Giuli”. Ma cosa è successo? Semplice: “Quest’anno sono arrivati a scadenza alcuni provvedimenti importanti come i 30 milioni per le biblioteche, è stata cambiata la ’18 App’ e la nuova funziona non correttamente”, riferisce il presidente Aie. Che tuona: “È importante che queste misure possano essere rifinanziate e aumentate nel 2025. A Francoforte il ministro ha detto che avrebbe sostenuto il libro, quindi – sottolinea Cipolletta – contiamo che questo avvenga. La filiera si è riunita, ha mandato una lettera al ministro. Stiamo aspettando che ci riceva, ci rendiamo conto che ci sono altri problemi. Però, il tempo stringe e io spero che tutto questo avvenga presto”.

Luca Esposito

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