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Agitazione a La Nuova Sardegna: “No a stato di crisi”

È tensione a La Nuova Sardegna, i giornalisti sono in agitazione. L’assemblea dei cronisti del quotidiano edito da Sae Sardegna hanno confermato lo stato di agitazione “deciso a luglio” a tutela, scrivono in una nota “del proprio lavoro, delle proprie professionalità e del prodotto che i corpi redazionali presentano ogni giorno ai lettori”. Ma cos’è successo?

È accaduto che giovedì scorso, il 1 dicembre, c’è stato un incontro tra il comitato di redazione de La Nuova Sardegna e l’editore. Nell’ambito del quale la compagine societaria ha chiesto ai giornalisti di avviare lo stato di crisi in modo da avviare le pratiche per i prepensionamenti. Una scelta inaccettabile per i giornalisti sardi che, così, entrano in agitazione per difendere il proprio lavoro.

L’assemblea dei giornalisti, in un documento redatto e diffuso dal comitato di redazione del quotidiano, ha affermato: “Pur comprendendo che la situazione economica generale sia complessa, l’assemblea ha dato mandato al Comitato di redazione di coinvolgere nella vertenza gli organi sindacali a livello regionale e nazionale e di sollecitare un incontro con l’intero consiglio di amministrazione di Sae Sardegna per conoscere quale futuro questa compagine societaria intenda garantire al giornale e a coloro che tutti i giorni ne garantiscono la pubblicazione”.

La reazione dei giornalisti è veemente: “Profondo sconcerto e preoccupazione ha creato tra i giornalisti la decisione dell’azienda, a soli dieci mesi dall’ingresso della nuova compagine societaria che aveva annunciato un piano di rilancio del giornale, di proporre alla redazione l’avvio dell’iter per aprire lo stato di crisi finalizzato ai prepensionamenti con la Legge 416”.

Secondo l’assemblea, infatti: “Lo stato di crisi prevede infatti una serie di requisiti che comporta ai giornalisti sacrifici certamente economici, ma anche professionali perché avranno pesanti ripercussioni sulla qualità del lavoro”. Insomma, il rischio di depauperare la qualità del quotidiano può esserci: “Pur ritenendo tutt’ora il dialogo tra azienda e dipendenti imprescindibile, questi ultimi confronti tra Cdr e vertici aziendali hanno accresciuto la preoccupazione delle redattrici e dei redattori per il futuro di un giornale che esiste da 130 anni”.

Infine, un appello importante da parte dei giornalisti: “Dall’azienda non si nota la giusta attenzione verso il prodotto giornalistico e verso il patrimonio umano e culturale che i lavoratori della Nuova Sardegna onorano ogni giorno”.

Luca Esposito

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