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ADRAI E USIGRAI CHIEDONO DI LIBERARE LA RAI DAI PARTITI

In questi giorni si sono incontrati i direttivi dell’associazione dei dirigenti Rai e del sindacato dei giornalisti radiotelevisivi della Rai che hanno manifestato pubblicamente la loro posizione comune in merito ad alcune priorità essenziali e determinanti per il futuro del servizio pubblico e dell’azienda Rai.
Adrai e Usigrai, tra le prime cose, hanno ribadito l’esigenza di assicurare alla Rai autonomia e indipendenza dal sistema dei partiti. Hanno chiesto alla politica di fare un passo indietro e restituire all’azienda la sua responsabilità di servizio pubblico e di grande struttura industriale da gestire secondo questo tipo di logiche e con criteri esclusivamente economici ed editoriali. Ciò che serve è un accordo tra le forze politiche che preveda una governance in grado di liberare la Rai dalle convenienze e dalle ipoteche partitiche di occupazione e condizionamento.
Adrai e Usigrai, inoltre, hanno manifestato “la loro più viva preoccupazione per la progressiva equiparazione della Rai ad un soggetto di diritto pubblico con la conseguenza, a causa dei vincoli operativi e della diversa natura societaria, di una estromissione di fatto dal mercato e dell’alterazione inevitabile del rapporto con la concorrenza. Allo scopo di assicurare l’esatto adempimento degli obblighi di servizio pubblico, come previsti dalla legge e dal contratto di servizio, nonché il raggiungimento degli obiettivi assegnati (basti pensare all’introduzione del digitale) la Rai ha bisogno di risorse certe e adeguate che dovranno essere reperite per quanto possibile sul mercato e soprattutto attraverso una lotta strutturata e convinta all’evasione dal pagamento del canone”. Non ultimo, i direttivi Adrai e Usigrai si sono impegnati a promuovere un confronto congiunto con l’azienda per affrontare alcune tematiche comuni come ad esempio la politica dei palinsesti e degli investimenti e il posizionamento della Rai sulla multipiattafoma satellitare, digitale e web.
Fabiana Cammarano

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