Sergio Staino è scomparso. Il vignettista, papà di “Bobo”, è spirato sabato mattina all’ospedale San Giovanni di Dio a Firenze. Soffriva di una patologia neurologica a causa della quale era stato già ricoverato in ospedale, per la prima volta, il 31 ottobre dell’anno scorso. Sergio Staino aveva 83 anni. La sua città, Scandicci, ha aperto una camera ardente. Da domenica e fino a domani, sarà possibile tributare l’ultimo saluto al vignettista che ha raccontato, più e forse meglio di tanti altri, la disillusione della sinistra negli ultimi decenni. Per lui ci sarà una cerimonia di addio, una sorta di funerale laico, prevista per domani alle 14 a Palazzo Vecchio, nel Salone dei Cinquecento.
Sergio Staino era nato l’8 giugno del 1940 a Piancastagnaio, nel Senese. Si era laureato in architettura e aveva iniziato una carriera da insegnante di educazione tecnica negli istituti scolastici fiorentini. Nel 1979 la svolta. Esordisce, da disegnatore, su Linus che in quegli anni era diretta da Oreste Del Buono. Nelle sue prime strisce compare il personaggio a cui sarà più legato: Bobo. Una sorta di auto-ritratto, a cui affidare la disillusione della sinistra, le sue ansie, le sue angosce e i suoi sentimenti. Ha pubblicato vignette un po’ ovunque. Dal Corriere della Sera fino a L’Unità che, per un certo periodo, ha anche diretto. Tra le più discusse delle sue collaborazioni c’è stata quella con Avvenire, una delle ultime in senso cronologico. Una collaborazione finita tra le polemiche dal momento che il suo “Jesus” attirò all’allora direttore Marco Tarquinio le critiche delle frange più conservatrici dei cattolici e dei lettori del quotidiano della Conferenza episcopale italiana.
Le sue illustrazioni sono state pubblicate anche da La Stampa, l’Espresso, Repubblica e il suo inserto del Venerdì, Smemoranda, Cuore, Tango, Tv Sorrisi e Canzoni. Le sue raccolte di vignette sono state pubblicate da Rizzoli e Feltrinelli che hanno dedicato, con Milano Libri, numerose pubblicazioni a Bobo.
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