Mentre il Transatlantico di Montecitorio è deserto per la chiusura dei lavori decisa fino al 14 dicembre, all’ufficio legislativo continuano ad arrivare proposte di legge da tutti i gruppi parlamentari. Tra queste, la pdl 3913: “Abolizione dell’Ordine dei giornalisti ed istituzione del registro dei giornalisti professionisti”, depositata alla Camera il 29 novembre che sarà sottoposta alla controfirma dei colleghi appena l’ufficio legislativo esaurirà il controllo di prassi.
La proposta si compone di 5 articoli: al primo si prevede l’abrogazione della legge 3 febbraio 1963, n. 69, sull’ordinamento della professione di giornalista ed il relativo regolamento di attuazione.
L’abolizione dell’Ordine andrà di pari passo con l’istituzione di un registro dei giornalisti da custodire presso l’autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
L’articolo 3 indica che possono iscriversi al registro i giornalisti professionisti, intendendosi con tale espressione l’avere per occupazione principale, regolare e retribuita, l’esercizio della professione di giornalista in una pubblicazione quotidiana o periodica, in una emittente radiofonica o televisiva o in una agenzia di stampa, anche in caso di diffusione prevalentemente telematica. La domanda si può presentare solo dopo un anno di attività. L’autorità per le garanzie nelle comunicazioni si occuperà di accogliere o respingere le domande.
L’iscrizione al registro, dice l’articolo 5, è rinnovata ogni tre anni e il titolare decade da ogni beneficio quando cessano le condizioni previste per l’iscrizione. Questa legge annullerebbe così lo status sociale vitalizio di giornalista, come è spiegato nell’introduzione, e abolirebbe anche la qualifica (altrove sconosciuta) di pubblicista.
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