A Roma il convegno Aie-Confindustria Tv Radio-Fieg per il futuro dell’informazione

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L’editoria italiana si mette insieme, almeno per un convegno, con l’obiettivo di contrastare lo strapotere, economico e non solo, delle Big Tech e dell’intelligenza artificiale. Tutta la filiera, superando scetticismi e rivalità, si incontrerà il 21 ottobre prossimo a Roma, all’Auditorium Loyola, al convegno intitolato, in maniera alquanto eloquente, proprio alla Costituzione. E, meglio ancora, a quell’articolo della Carta che tutela l’informazione.

Dalle ore 10 fino alle 14, ci sarà “Articolo 21, il diritto di sapere”. Un convegno promosso da Confindustria Radio Televisioni, Aie e Fieg. “Per la prima volta l’intera industria editoriale – radio, televisione, stampa ed editoria libraria – si unisce per riaffermare il valore dell’informazione e della cultura come beni essenziali per la democrazia e la crescita del Paese”, affermano gli organizzatori. Ricco il programma che prevede insieme agli interventi istituzionali dei padroni di casa pure la partecipazione degli esponenti di governo. Il convegno vedrà gli interventi dei Presidenti delle tre Associazioni promotrici (Antonio Marano per Confindustria Radio Televisioni, Innocenzo Cipolletta per AIE e Andrea Riffeser Monti per FIEG). È inoltre prevista la partecipazione del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli e del Sottosegretario di Stato con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini.

“Il diritto dei cittadini a essere informati, sancito dall’Articolo 21 della Costituzione, è una responsabilità che gli editori esercitano ogni giorno: producono, selezionano e diffondono contenuti verificati e attendibili, garantendo pluralismo e coesione sociale”, spiegano Confindustria Radio-Tv, Aie e Fieg. E ancora: “Un ruolo oggi messo a rischio dalla crescita delle Big Tech e dell’Intelligenza Artificiale, che rielaborano e diffondono contenuti senza adeguate verifiche e spesso in violazione del diritto d’autore, alimentando il rischio di disinformazione e determinando uno squilibrio competitivo a danno delle imprese editoriali italiane”. E non basta, perché c’è anche un anniversario importante da onorare. “L’iniziativa assume un significato particolare nell’anno dell’ottantesimo anniversario della Repubblica italiana e intende ribadire la funzione centrale dell’industria editoriale nella vita democratica e nello sviluppo sociale e culturale del Paese. Funzione da valorizzare e rafforzare nel nuovo ecosistema digitale, assicurando agli editori le condizioni necessarie, a partire dalla salvaguardia del diritto d’autore, per continuare a produrre e garantire ai cittadini un’informazione libera, autorevole e di qualità”.

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