Solo tagli e nessuna strategia. Il vicepresidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, boccia l’audizione di Paolo Bonaiuti sull’editoria svoltasi in commissione Affari Costituzionali.
“Il regolamento voluto dal sottosegretario Bonaiuti è innanzitutto illegittimo – accusa Zanda – perché in larga parte non tiene conto dei precisi limiti delle delega legislativa. Nel merito, poi, produce danni gravissimi ed immediati a testate quali il Manifesto, Avvenire, Liberazione, Europa, l’Unità, il Secolo d’Italia e la Padania. Sette quotidiani a rischio sopravvivenza eppure importantissimi per il pluralismo dell’informazione, per il nostro sistema democratico”.
“E’ ancor più grave – secondo Zanda – che nella relazione di Bonaiuti non si sia fatto alcun cenno ad una visione di medio – lungo termine per l’editoria. Basterebbe infatti davvero poco per accompagnare l’editoria italiana in questa delicata fase di consistenti cambiamenti derivanti, in particolar modo, dalla convergenza, dal necessario aggiornamento tecnologico e dall’avvento della multimedialità”.
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