“Una separazione netta tra affari e informazione”. E’ la strada che indica, interpellato dall’Adnkronos, Vincenzo Vita. Partendo dalle parole di Diego Della Valle, che dice “cose anche condivisibili ma molto tardive”, l’esponente del Pd, ex Sottosegretario alle Comunicazioni, ricorda che “il tema fu posto in diverse circostanze e costantemente battuto dalle lobbies politico editoriali conservatrici che non volevano la separazione netta tra affari e informazione. Facemmo delle ipotesi contro il rischio che i media venissero ingabbiati dai poteri economici con altre finalità”.
L’obiettivo, aggiunge Vita, era quello di definire “un corpo di norme che rendesse autonomo il prodotto editoriale: fu lasciato cadere colpevolmente e ora la vicenda Rizzoli torna calda, come negli anni ’80”. Oggi, conclude, servirebbe una “separazione societaria nei grandi gruppi editoriali con l’affidamento a una struttura autonoma degli assetti di impresa: e’ un punto antico e molto moderno”. (Adnkronos)
La libertà di stampa continua a rappresentare uno dei pilastri della democrazia, ma oggi è…
Non si fermano le aggressioni ai danni dei giornalisti: a Chivasso un cronista di Repubblica…
Il Gruppo Nem si consolida con l’acquisto del 95% delle quote di TeleFriuli. Un’operazione che…
Il sistema dei contributi pubblici all'editoria è stato spesso oggetto di un dibattito prevalentemente mediatico.…
L'editoria italiana accelera sul fronte dell'innovazione. È entrata nella fase operativa la misura che mette…
Sae cede Il Tirreno, il quotidiano toscano andrà alla Gin Srl, società vicina al gruppo…