Mentre in tutta Europa pensiamo al Mobile World Congress 2014, in Cina Apple pensa a fare giustamente causa al governo, promettendo una battaglia legale di quelle mai viste finora, visto che, in primo luogo, la controparte è l’agenzia governativa che regolamenta i brevetti e, in secondo luogo, in ballo c’è Siri, uno dei software più importanti di iPhone e iPad, al quale non poche compagnie si sono ispirate.
A rivelare l’accaduto è l’agenzia di stampa People’s Republic of China, ripresa, tra gli altri, da AFP; leggiamo assieme cosa si dice in merito alla vicenda:
“Il gigante tecnologico USA Apple ha sporto denuncia contro un’agenzia del governo cinese e una società locale per violazione dei brevetti relativi all’assistente personale Siri […]. Apple ha avviato la causa contro l’Ufficio della Proprietà Intellettuale di Stato, cui è demandata la tutela del diritto d’autore in Cina, e la Zhizhen Network Technology di Shanghai, creatrice di un software simile a Siri”.
L’oggetto della contesa è un brevetto detenuto da Zhizhen che riguarda il sistema di conversazione Xiaoi: quest’ultimo inizialmente era soltanto una chat bot per Messenger, Yahoo e altri network; poi, però, si è trasformato pian piano in un’applicazione per iOS e Android, finendo per diventare uguale a Siri: è da qui che parte la denuncia di Apple, sia ai danni di Zhizhen sia ai danni dell’agenzia che avrebbe dovuto garantire il rispetto del brevetto.
La libertà di stampa continua a rappresentare uno dei pilastri della democrazia, ma oggi è…
Non si fermano le aggressioni ai danni dei giornalisti: a Chivasso un cronista di Repubblica…
Il Gruppo Nem si consolida con l’acquisto del 95% delle quote di TeleFriuli. Un’operazione che…
Il sistema dei contributi pubblici all'editoria è stato spesso oggetto di un dibattito prevalentemente mediatico.…
L'editoria italiana accelera sul fronte dell'innovazione. È entrata nella fase operativa la misura che mette…
Sae cede Il Tirreno, il quotidiano toscano andrà alla Gin Srl, società vicina al gruppo…