Editoria

Vendita quotidiano “La Stampa”, il Cdr denuncia: «Sei anni di smantellamento del gruppo»

Con l’annuncio dell’accordo per la vendita della Stampa al gruppo Sae, il percorso avviato sei anni fa da Exor alla guida di Gedi sembra avvicinarsi alla conclusione. Nel perimetro dell’editore restano ormai Repubblica, Huffington Post e le radio Deejay, Capital e M2o.
In un duro comunicato, il Comitato di redazione denuncia quella che definisce «una lunga e devastante fase» per il gruppo editoriale, iniziata con l’ingresso di Exor nel 2020. Secondo i rappresentanti dei giornalisti, la gestione industriale dell’azienda sarebbe stata priva di una strategia chiara e caratterizzata da una progressiva dismissione delle testate.

Nel documento il Cdr ripercorre la serie di cessioni che negli ultimi anni hanno riguardato molte testate del gruppo: dal Tirreno alla Nuova Sardegna, dal Secolo XIX ai giornali del Nord-Est e dell’Emilia, fino a periodici come l’Espresso e Micromega.

«Il più grande gruppo editoriale italiano comprato per essere fatto a pezzi dall’acquirente fattosi subito dopo instancabile venditore», scrivono i rappresentanti della redazione, parlando di una vicenda che solleva interrogativi sul rapporto tra editoria, potere economico e politica.

Il Cdr esprime solidarietà ai giornalisti della Stampa, ai quali augura «ogni fortuna» nella nuova fase che si apre con la cessione al gruppo Sae. Secondo il comunicato, l’operazione avverrebbe però senza garanzie formali su occupazione e indipendenza editoriale. Una che, secondo la rappresentanza sindacale dei giornalisti, potrebbe riguardare a breve anche il futuro di Repubblica.

Le responsabilità del sistema

Nel documento non viene chiamata in causa soltanto la proprietà. Il Cdr parla anche di responsabilità più ampie del sistema politico ed economico italiano, accusato di aver «preferito far finta di non vedere» di fronte al ridimensionamento del principale gruppo editoriale del Paese. «L’informazione non è una merce come tutte le altre», si legge nel comunicato, che richiama il principio costituzionale del pluralismo e la responsabilità sociale degli editori nel settore dei media.

Il ruolo delle redazioni

Il Comitato di redazione conclude rivendicando il ruolo delle redazioni nella difesa dell’autonomia del giornalismo e della qualità dell’informazione.

«La dignità del giornalismo e la sua missione passano attraverso il protagonismo delle redazioni», affermano i rappresentanti dei giornalisti, assicurando che continueranno a richiamare su questo punto l’attenzione delle istituzioni e degli interlocutori aziendali.

Ivan Zambardino

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