Categories: Radio/TV

USIGRAI: DUE GIORNI DI SCIOPERO PER RIPRENDERCI LA RAI

Due giornate di sciopero da attuarsi nel segno dello slogan “Riprendiamoci la Rai” sono state affidate all’unanimità (con un’astensione) dall’assemblea dei CdR all’esecutivo Usigrai, con la richiesta di avviare subito le procedure per la prima, dopo le risposte inadeguate e inaccettabili date dall’azienda su un reale progetto di libertà e pluralismo, di rilancio dell’informazione, di riorganizzazione degli asset, di sviluppo tecnologico, nonché sulla mancanza di congruità dei palinsesti.
La necessaria strategia di cambiamento appare attuata con improvvisazione. Da ultimo, e a titolo esemplificativo, gli episodi che riguardano il tentativo di chiusura della terza edizione della Tgr e la proposta di una trasmissione, ritenuta dai giornalisti di scarsa valenza editoriale, che sembra avere il solo fine di destrutturare senza un nuovo disegno il canale all news. Dal Direttore generale Lorenza Lei sono finora mancate l’ultima parola e la capacità di porre un argine ad alcuni atti di arroganza.
La prima giornata di sciopero sarà aperta alle testate contro le quali maggiormente sta impattando il comportamento aziendale.
La seconda di sciopero sarà, invece, attuata successivamente, se possibile d’intesa con le organizzazioni sindacali dei dirigenti e dei lavoratori, dopo un tour per l’ Italia che l’ Usigrai effettuerà e una serie di incontri con le forze politiche, e avrà un obiettivo esterno all’azienda. Per una serie di motivi la Rai oggi appare un vascello in alto mare, immobile, in attesa di burrasca. Non c’è certezza di risorse, la natura giuridica è ormai quella di organismo di diritto pubblico. Con le regole di un municipio siamo costretti ad affrontare un mercato multipiattaforma fortemente concorrenziale. Un nuovo consiglio di amministrazione non potrà essere rieletto con le attuali regole che disciplinano la governance e che si traducono in un diretto controllo dei partiti.
Così il servizio pubblico è destinato ad andare a voraci privati, a diventare marginale o a scomparire, un’ idea alla quale i giornalisti non si rassegneranno.

editoriatv

Recent Posts

Il primo editore italiano non scrive una notizia: è Google

l più grande editore italiano è Google. Sì, Google, che non ha un solo giornalista,…

14 ore ago

Edicole, arrivano 10 milioni di euro contro la crisi: fino a 5.000 euro di contributi, domande dal 24 novembre

Dieci milioni di euro per sostenere le edicole italiane, rimborsare una parte dei costi di…

14 ore ago

Annalisa Cuzzocrea nuova direttrice dell’HuffPost Italia

Annalisa Cuzzocrea è la nuova direttrice dell’Huffington Post Italia. Lo ha comunicato il gruppo Gedi.…

1 giorno ago

Giornalismo italiano, professione sempre più povera: autonomi in maggioranza e compensi fino al 76% più bassi

Il giornalismo italiano invecchia, il lavoro autonomo diventa prevalente e il divario economico tra dipendenti…

2 giorni ago

Nord chiama Nord: il Sud resta fuori dalla notizia

L’informazione italiana dovrebbe raccontare quello che accade sui territori, in Italia e nel mondo. Ma…

2 giorni ago

Barachini, i social e l’analisi post-Milano: “Pericolo democratico”

Barachini lancia l’allarme social. Dopo gli scontri a Milano, il sottosegretario alla presidenza del consiglio…

2 giorni ago