Editoria

Dopo la sentenza della Corte costituzionale per Usigrai “non cambia nulla”

La Corte Costituzionale amplia i criteri per la partecipazione dei sindacati alle Rsa e in Rai riesplode la polemica tra Usigrai e Unirai. La pronuncia della Consulta apre un nuovo fronte di scontro a viale Mazzini e tra le due sigle corrono accuse e interpretazioni divergenti rispetto alla sentenza stessa.

L’Usigrai, per esempio, non condivide i proclami che arrivano dall’altra parte e ritiene che la pronuncia della Corte costituzionale, in realtà, rafforzi i sindacati “veramente rappresentativi”. E in una nota spiega: “La Corte Costituzionale rafforza il ruolo delle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Per le giornaliste e i giornalisti della Rai una conferma che la rappresentanza Usigrai e Fnsi continuerà ad essere il punto di riferimento sindacale per colleghe e colleghi nei confronti dell’Azienda”. Secondo Usigrai, dunque, “la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 19, primo comma, dello Statuto dei lavoratori. Una modifica, quindi, che rafforza i sindacati comparativamente più rappresentativi e firmatari dei contratti applicati (o che abbiano partecipato alle trattative), riconoscendo solo ad essi le prerogative sindacali che la legge prevede per le rispettive rappresentanze aziendali, dalla loro costituzione ai conseguenti diritti”.

Pertanto, Usigrai spegne gli entusiasmi di Unirai e replica: “Il coro dei presunti vincitori intorno ad una sentenza della Corte Costituzionale che conferma alcuni principi di rappresentanza sindacale è quantomeno sospetto. Per i giornalisti non cambia nulla rispetto al passato. Il sindacato comparativamente più rappresentativo della categoria oggi è uno. Se domani altri sindacati diventeranno comparativamente rappresentativi, anche nella nostra categoria avremo più rappresentanze. FdI e altri parlano di una nuova stagione almeno da un paio di anni. Ma insieme ai bei proclami sul pluralismo e la libertà con i quali in Rai ora si ’rompe con il passato’, ci possono anche dire con la sentenza cosa cambia per Unirai? Perchè a noi pare che non cambi proprio nulla “.

Luca Esposito

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