Editoria

Usigrai boccia le nomine Rai: “Basta ingerenze della politica”

Usigrai boccia le nomine e incalza la maggioranza di governo. L’esecutivo del sindacato dei giornalisti di viale Mazzini non è contento di quanto deciso dal consiglio d’amministrazione che s’è tornato a riunire dopo un lungo stallo decretato dalla mancanza di accordo, fino a qualche giorno fa, per i nuovi incarichi. Usigrai non è contenta delle nomine e non fa nulla per nasconderlo, anzi passa all’attacco: “Il 4 a 3 nel CdA Rai sulle nomine dei direttori indica le difficoltà dei vertici nella gestione dell’azienda. L’ingerenza dei partiti e della maggioranza, consentita dalla pessima legge Renzi, tuttora in vigore, ha fortemente condizionato le scelte varate oggi dal CdA, dopo mesi di interim totalmente ingiustificati dal punto di vista industriale”. Per il sindacato, inoltre, “resta insoluto il nodo della Presidenza ancora in mano al Consigliere anziano Antonio Marano che, nello spirito della criticata norma, doveva presiedere solo la prima riunione del consiglio e invece occupa impropriamente e stabilmente il ruolo che si è ritagliato, forte dell’ostruzionismo dei partiti di maggioranza che hanno di fatto bloccato i lavori della Commissione Parlamentare di vigilanza Rai”.

Ma c’è anche un’altra questione, non secondaria: “Di queste nomine – prosegue la nota Usigrai – salta agli occhi anche un’altra evidenza, oltre al tratto politico delle scelte: come denunciato dalle CPO Rai e Usigrai le donne arretrano nelle posizioni di vertice e nessuna delle testate giornalistiche è guidata oggi da una direttrice”. Insomma, la bocciatura è su tutta la linea. Ma c’è tempo per una stoccata finale: “Suona come un avviso ai naviganti l’ingerenza denunciata dal Cdr del Tg3 da parte di un componente della Maggioranza, alla vigilia delle nomine. Siamo vicini alla redazione che difende la correttezza del proprio lavoro, inteso sempre e solo al servizio dei cittadini e del pluralismo dell`informazione”.

Luca Esposito

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