L’Italia è cambiata di più in questo mese che nei sessanta anni precedenti. Il punto di boa è stato la consultazione elettorale: dalle urne è uscito un Paese completamente diverso da quello cui eravamo abituati, anzi rassegnati. Sparita l’ultrasinistra, inconsistente l’ultra destra, svaporato il socialismo. In compenso, Lega fortissima e Popolo della Libertà nettamente più robusto del Pd Veltroniano. Segno evidente che gli elettori hanno ripudiato gli schemi del passato e le vecchie categorie politiche. Forse sono arrivati soltanto adesso gli effetti del tramonto delle ideologie; forse i partiti hanno smesso di suscitare sentimenti di appartenenza; forse hanno deluso. Sta di fatto che una rivoluzione così non era attesa e ora anche chi deve governare ha paura; al primo errore, rischia una bocciatura senza appello. Infatti il terremoto è ancora in corso. E ieri c’è stata un’altra scossa tremenda. La sinistra aspettava il 25 aprile per ricompattarsi. Confidava nel ricordo della Liberazione come collante, valore unificante.
Per anni il dibattito sulla libertà di espressione online è stato caratterizzato dalla convinzione che…
Presentati i nuovi palinsesti Rai e l’amministratore delegato Giampaolo Rossi, pronti via, rintuzza le furibonde…
“Siamo al punto di non ritorno” e gli esponenti delle minoranze rassegnano le dimissioni dalla…
Passa qualche ora dalla presa di posizione della minoranza ed ecco che arrivano pure le…
La libertà di stampa continua a rappresentare uno dei pilastri della democrazia, ma oggi è…
Non si fermano le aggressioni ai danni dei giornalisti: a Chivasso un cronista di Repubblica…