Editoria

Clemente-Saviano, ritorna la polemica sulla questione del plagio

Nella polemica a distanza tra Giorgia Meloni, leader del partito “Fratelli d’Italia”, e lo scrittore e giornalista Roberto Saviano si è inserito nelle ultime ore, poiché chiamato in causa, il direttore di “Cronache di Napoli e Caserta” Ugo Clemente. Andiamo con ordine.
A innescare la querelle è stato Saviano, che su Twitter ha ironizzato sullo slogan del partito della Meloni, facendo riferimento all’inchiesta per corruzione nell’ambito dello smaltimento dei rifiuti in cui è coinvolto l’esponente di Fdi, Raffaele Passariello. Non si è fatta attendere la replica piccata della leader politica, la quale, in tema di truffe e inganni, ha citato la lunga e annosa questione legale che ha coinvolto Saviano e il quotidiano “Cronache di Napoli” per un presunto (e poi, dalla legge, accertato) plagio nell’ambito della stesura del suo celebre best seller, Gomorra. Questo ha generato la controreplica dello scrittore, sempre molto sensibile sull’argomento. In un nuovo tweet Saviano ha citato l’articolo di “Cronache” del 1997, in cui don Giuseppe Diana, presbitero famoso per il suo impegno contro la camorra (e ucciso nel 1994 proprio da un esponente del crimine organizzato), viene invece tacciato di collusione con l’associazione di stampo mafioso.
Più gradi di giudizio hanno confermato che Saviano avrebbe copiato, senza citare la fonte, articoli pubblicati da “Cronache di Napoli”. Nella sostanza il risarcimento chiesto da Libra, casa editrice del quotidiano, è stato notevolmente ridotto nel corso dell’odissea legale, ma tra le righe i giudici hanno confermato la sussistenza del plagio. Un motivo in più per cui ad Ugo Clemente non deve essere piaciuta la ripresentazione della questione nell’ambito dello scontro personal-politico tra Saviano e la Meloni. Il giornalista, oltre a ricordare la certificata responsabilità civile di Saviano, ha focalizzato la sua attenzione su un articolo di “Repubblica”, giornale in cui era impegnato lo scrittore all’epoca. Anche il quotidiano di via Cristoforo Colombo, in un articolo del 1997, tacciò il sacerdote di collusione con la criminalità organizzata. Si attende, quindi, la controreplica di Saviano alla chiosa di Clemente, basata sul noto asserto “Da che pulpito viene la predica..”.
Difficile aggiungere qualcosa al termine di questo valzer di accuse e rivendicazioni. E’ noto che la campagna elettorale sia un periodo particolarmente turbolento per le formazioni politiche e i loro fautori. Tuttavia è bene ricordare che i provvedimenti giurisdizionali diventano incontrovertibili quando vanno in giudicato. Per questo motivo è consigliabile non tirare in ballo fatti ormai ritenuti incontestabili dalla legge.

Giuseppe Liucci

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