Twitter ha impedito per dodici ore l’ingresso sul suo social al figlio di Donald Trump. La questione è ormai di respiro politico: il social, che ha già sottoposto a rigido controllo e censura molti cinguettii del presidente uscente, sta recitando un ruolo sempre più importante sullo scenario elettorale Usa.
L’accusa rivolta a Donald Jr è quella di aver fatto disinformazione sul virus. Il braccio di ferro, nelle scorse ore, ha coinvolto anche il sito Breitbart e Google che ha cancellato il video di una conferenza di medici statunitensi sulla idroclorossichina e sulle sue potenzialità, vere o presunte, di combattere il virus.
Ma la questione va ben al di là dei fatti: i social, i colossi del web agiscono direttamente sullo scenario politico e, intanto, si sono costruiti un impero che – unendo i cinque top player del settore – supera il Pil di intere nazioni “occidentali”, tipo quello italiano o quello francese.
La battaglia tra editori e intelligenza artificiale sta entrando in una fase nuova. Fino a…
Giuseppe De Bellis è il nuovo direttore de Il Sole 24 Ore. Lo ha deciso…
Una tragedia che scuote Libero e il giornalismo italiano: è stato rinvenuto in casa sua,…
Le edicole italiane sono arrivate a un passaggio decisivo. Continuare a sostenerle con contributi annuali…
Per anni Google ha sostenuto un principio molto semplice nel rapporto con gli editori: indicizzare…
Con la sentenza del 16 luglio 2026, nella causa C-559/23 P, la Corte di giustizia…