Editoria

Tutti proni all’Agcom nel Regolamento sull’equo compenso

Tanto tuonò che piovve e così con oltre un anno di ritardo l’Autorità per le garanzie ha approvato il regolamento in materia di equo compenso per i contenuti giornalistici diffusi da parte dei grandi operatori di Internet previsto dal decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 177. Non è il momento per commentare i contenuti del testo perché, semplicemente, il testo non ci sta. Non è stato ancora pubblicato.

Eppure pur in presenza di un testo che non c’è, o meglio sarà in bozza da qualche parte, praticamente tutti i giornali hanno esaltato per l’approvazione del Regolamento. La fonte, quella c’è, è il comunicato stampa dell’Autorità. Per cui se uno più uno fa due, molti grandi giornali, e firme importanti, Riotta in prima pagina su La Repubblica, solo per fare un esempio si sono occupati di un tema importantissimo per il loro futuro sulla base di un comunicato stampa, senza, quindi, procedere ad alcun approfondimento.

E sorprende anche che il merito di questo provvedimento sia attribuito, sempre da giornali di rilevanza nazionale con fior fiore di giornalisti ad un’iniziativa dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, mentre è semplicemente l’attuazione, con grande e colpevole ritardo, di una norma prevista da una legge. Delegare il proprio futuro all’approssimazione non sembra il modo migliore per affrontare il difficile futuro che avanza per la grande informazione italiana.

 

 

 

Enzo Ghionni

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