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Tutti in vendita? No, Gedi replica ai giornalisti

Tutti in vendita? Nemmeno per sogno. Gedi replica alle accuse messe nero su bianco, nei giorni scorsi, dal coordinamento dei comitati di redazione dei quotidiani del gruppo. I giornalisti avevano denunciato la volontà, da parte dell’azienda, di voler cedere la proprietà dei quotidiani locali del Nord Est, gli unici rimasti in pancia al gruppo editoriale L’Espresso da quando sono arrivati alla guida gli Elkann-Agnelli. Nel mirino dei cdr era finito l’amministratore delegato Maurizio Scanavino. Adesso, invece, arriva la replica dell’azienda che smentisce la ricostruzione dei giornalisti e replica con la sua versione dei fatti.

L’editore, in una nota apparsa su tutti i quotidiani e le testate afferenti al gruppo Gedi, ribadisce che “non siamo tutti in vendita”. E, pertanto, “si dissocia dall’interpretazione capziosa che il coordinamento dei comitati di redazione del Gruppo ha voluto dare alle risposte date in occasione dell’incontro odierno”. Secondo l’azienda: “Affermazioni come quelle contenute nel comunicato pubblicato sono inutilmente allarmiste, contrarie alla verità e ingenerose rispetto ai numerosi progetti innovativi realizzati negli ultimi anni, in tutte le aree del Gruppo, che hanno sempre al centro la qualità del lavoro giornalistico e la professionalità di chi scrive per le nostre testate”.

I fatti, appunto. Quelli, per l’editore, sono al centro della questione. E solo quelli vanno valutati. L’editore aggiunge: “Fatti concreti che hanno reso Gedi non solo leader italiano nel digitale, sui social, nei podcast e negli eventi tematici sul territorio, ma anche protagonista nel comparto della stampa tradizionale, come dimostrano i successi di Limes e del settimanale D, a cui si aggiunge il prossimo lancio di Door, per citare alcuni esempi”. Pertanto la rassicurazione e la promessa: “Gedi assicura la prosecuzione della sua strategia di sviluppo, volta a rafforzare il Gruppo attraverso iniziative ambiziose e lungimiranti”.

Luca Esposito

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