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Tutta la verità su Sportitalia. Dalla cancellazione alla resurrezione

Per capire veramente cosa abbia portato alla chiusura di Sportitalia bisogna riavvolgere il nastro fino all’estate scorsa quando alcuni rumors davano l’emittente in forte crisi economica.
Ma cosa c’è dietro a tutto questo? I motivi che hanno spinto l’ormai ex maggiore piattorma italiana dello sport in chiaro a chiudere i battenti si racchiudono sostanzialmente in una sola parola: “debiti”. Poco budget a disposizione e quindi poca possibilità di competere con i colossi Sky eMediaset, che si sono accaparrati tutte le esclusive più attraenti (e grazie a Fox news anche i vari campionati esteri come la ligue 1 e l’eredivise che rappresentavano il fiore all’occhiello di Sportitalia). C’è però anche dell’altro. La società infatti era stata fondata nel 2004 da Tarak Ben Ammar, imprenditore tunisino (tra le altre cose amico e socio di Berlusconi) che tuttora ne possiede il marchio, anche se la gestione dei canali Sportitalia è passata negli anni in mano a varie società. Prima la Maroncelli 9 di Bruno Bogarelli poi quest’estate la Edb Service e la Edb Media, due gruppi finanziari creati appositamente per questa operazione, pieni di debiti e senza progetti per il futuro che di fatto hanno affossato Sportitalia. A rilevarla ci pensa quindi la Lt Multimedia di Valter La Tona, ex uomo Fininvest e pure lui amico di Berlusconi, il cui progetto sembra essere quello di sbarcare sul digitale terrestre con i suoi tre nuovi canali “Ltsport” approfittando della situazione. Dopo poco tempo però iniziano i primi intoppi. Primo fra tutti legati alla concessionaria pubblicitaria dove la PRS di Alfredo Bernardini De Pace che aveva siglato anzitempo un contratto di 3 anni con EDB Service, società controllante di Sportitalia prima della chiusura di quest’ultima, ne rivendicava il controllo, il gruppo LT decise di revocare l’utilizzo dei propri marchi e brand in digitale terrestre e proseguire le attività editoriali sulla piattaforma TivùSat. Il progetto LT Sport su TivùSat è durato solo pochi mesi dopo ad una ristrutturazione interna dello stesso gruppo.
Il presente. “Voci di corridoio” parlano di una resuscitazione di Sportitalia per mano del suo ultimo condottiero e figura predominante: Michele Criscitiello. Il giornalista, intervendo a PrimaTivvù, emittente irpina dove ha mosso i primi passi, ha annunciato l’inizio di un nuovo progetto editoriale.
La nuova avventura partirà il 2 giugno  sul canale 153 del Digitale Terrestre (24 ore non stop dalle 20). Sportitalia debutterà sul digitale terrestre free (canale 153) ma è anche probabile che torni a essere inserita nel bouquet di Sky Italia (nella numerazione 200, quella dedicata all’informazione sportiva) come negli anni passati. L’obiettivo è garantire una diretta quotidiana di 16 ore e mezza. Saranno seguite tutte le principali discipline sportive italiane ed estere (a partire da quelle Usa) con particolare attenzione al calciomercato e ai Mondiali di calcio in Brasile. Criscitiello sarà anchorman di punta, affiancato da Alfredo Pedullà, di rientro dalla Rai”.

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