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TUTELA DELLA PROPRIETÀ INTELLETTUALE DELL’OPERA EDITORIALE. AUDIZIONI AL SENATO DI FIEG, AGCOM E DIPARTIMENTO EDITORIA

È iniziato, in Commissione Giustizia del senato, l’esame del ddl che modifica all’articolo 65 della legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di tutela della proprietà intellettuale dell’opera editoriale. L’articolo 65 della legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di tutela della proprietà intellettuale dell’opera editoriale dispone, in via di eccezione, che “gli articoli di attualità di carattere economico, politico o religioso pubblicati nelle riviste o nei giornali oppure radiodiffusi o messi a disposizione del pubblico e gli altri materiali dello stesso carattere possono essere liberamente riprodotti o comunicati al pubblico in altre riviste o giornali, anche radiotelevisivi, se la riproduzione o l’utilizzazione non è stata espressamente riservata, purchè si indichino la fonte da cui sono tratti, la data e il nome dell’autore, se riportato”. Per il senatore e relatore Franco Bruno, a seguito dello sviluppo delle tecnologie informatiche e di internet, tale disposizione è stata impropriamente utilizzata da gestori di motori di ricerca e di siti internet che hanno ritenuto di poter liberamente prelevare articoli rientranti nella classificazione dell’articolo 65 dalle pagine web dei giornali al fine di offrirli ai propri utenti senza corrispondere alcun compenso agli editori dei giornali.
Il disegno di legge in esame si propone quindi, novellando il predetto articolo 65 con l’aggiunta di un comma 2-bis di disciplinare le modalità di tutela dell’esercizio del diritto di utilizzazione economica di questi articoli, stabilendo che le modalità con cui essi possono essere riprodotti o utilizzati in qualsiasi forme e in qualsiasi mezzo da soggetti che intendano trarne profitto, debbano essere specificate di volta in volta con appositi accordi tra l’editore e chi intenda utilizzare l’articolo, ovvero tra le associazioni di rappresentanza di questi utili e quelle maggiormente rappresentativi degli editori delle opere da cui gli articoli medesimi sono tratti, e che con i medesimi accordi siano stabilite la misura e le modalità di riscossione da parte dell’editore del compenso dovuto.
Visto che il provvedimento afferisce a questioni meritevoli di approfondimento, i relatori Bruno e Centaro hanno proposto un breve ciclo di audizioni, in particolare con la Fieg, con il Dipartimento per l’informazione e l’editoria e con Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
Massimo De Bellis

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