Il Ceo di Google, Eric Schmidt, è stato condannato per ‘diffamazione’ dal Tribunale di Parigi che ha dato ragione ad un utente condannato per corruzione di minore. L’utente ha constatato che effettuando una ricerca col suo nome e cognome attraverso ‘Google Suggest’ (la funzione che suggerisce i termini all’utente nella ricerca per risparmiare tempo) comparivano espressioni quali ‘M.X. il satanista’, ‘MX lo stupratore’, o ancora ‘MX i prigione’. La sentenza ha chiesto a Google di cancellare questi termini dai risultati di ricerca entro un mese o dovrà pagare 500 euro al giorno.
Google ha fatto sapere che i suggerimenti di ricerca proposti sono il risultato di un sistema automatizzato che pesca da una banca dati che recensisce i termini più usati dagli internauti. Il gruppo ha anche spiegato che non si può parlare di ‘diffamazione’, trattandosi non di espressioni frutto di un ‘pensiero cosciente’, bensì di un algoritmo.
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