Tg2. Sospesa multa Agcom a Rai, esulta il centrodestra

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“Siamo soddisfatti che il Tar abbia sospeso la decisione della multa di Agcom verso la Rai. Una decisione che certifica, anche nelle motivazioni, un fumus di fondatezza dei motivi inerenti la violazione del principio del contraddittorio e del diritto di difesa”. Lo ha affermato in una nota il commissario di Vigilanza Rai e deputato Fdi Federico Mollicone: “Il TG2, a cui va la nostra solidarietà alla redazione, fornisce un’informazione puntuale, come certificato anche dagli indici interni della Rai, e che questa sentenza conferma. La sentenza di merito, prevista per il prossimo anno, sicuramente darà ragione all’azienda e al Tg2, dato che l’Autorità non può ledere la libertà editoriale della Rai”.

Gli fa eco il consigliere Giampaolo Rossi che ha spiegato: “La decisione del Tar del Lazio di sospendere l’incredibile sanzione dell’Agcom contro la Rai è un atto che rende giustizia a tutti i giornalisti che lavorano nel Servizio Pubblico radiotelevisivo. Fin dall’inizio avevamo sollevato forti perplessità nei confronti di una decisione che violava il principio della libertà dell’informazione e di autonomia delle testate Rai ed in modo particolare del Tg2 del direttore Sangiuliano”. Quindi ha concluso: “Il riconoscimento da parte del Tar di una lesione del diritto di difesa di Rai da parte dell’Agcom pone un interrogativo più generale sul ruolo di garanzia effettivamente svolto in questa vicenda proprio dall’Autority garante”.

Sul tema è intervenuto anche il parlamentare di Forza Italia Maurizio Gasparri: “Il provvedimento del Tar del Lazio che sospende l’efficacia della multa contro la Rai per presunta mancanza di pluralismo, in particolare del Tg2, riconosce quello che abbiamo sempre sospettato la presenza di un fumus persecutionis. Alimentato da risibili ricorsi di autentici perdi giorno”. Quindi ha aggiunto: “Un’autorità di garanzia è tenuta al rispetto della legge e soprattutto deve onorare il suo ruolo con indipendenza e autonomia. Il presidente dell’Agcom Cardani ha avallato una decisione errata e priva di fondamento”. E ancora: “Il suo mandato è scaduto da tempo e rende ancora più gravi decisioni scadenti. Solo le risse interne al governo evitano un indifferibile ricambio”. Infine ha concluso: “Avevo ragione in commissione di vigilanza a contestare la decisione Agcom. Cardani è stato protagonista di una surreale audizione nella quale ammise che i singoli episodi non erano sanzionabili. Quando questa vicenda sarà conclusa bisognerà verificare nelle sedi giuridiche competenti l’operato dell’Agcom”.

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