Dimezzati i fondi per Radio Radicale, il governo taglia da dieci a cinque milioni il contributo per la storica emittente radiofonica per trasmettere le sedute del Parlamento. Ma mentre il comitato di redazione esprime la sua preoccupazione, il sottosegretario Vito Crimi dà i numeri e smentisce le ricostruzioni: “Radio Radicale passa da 14 a 9 milioni”.
Il CdR, in una nota, spiega: “La commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento alla manovra economca che prevede la proroga di un anno della convenzione tra Mise e Radio Radicale per la trasmissione delle sedute del Parlamento ma con il dimezzamento da dieci a cinque milioni del corrispettivo economico”. Un fatto che solleva inquietudine della parti di Radio Radicale: “Il comitato di redazione esprime forte preoccupazione per la situazione che si verrebbe a creare se la misura fosse approvata definitivamente dal Parlamento”.
Sui fatti, poi, è intervenuto anche il sottosegretario Vito Crimi che ha spiegato all’Adn Kronos: “Attualmente Radio Radicale percepisce 14 milioni di euro di fondi che verranno ridotti a nove. Ricordo per dovere di infomrazione che la stessa radio percepisce anche un ulteriore contributo pari a 4 milioni di euro dal dipartimento dell’Editoria. Il Fondo destinato a radio che svolgono attività di interesse generale a cui accede esclusivamente Radio Radicale”.
E perciò conclude: “Facile fare due calcoli: Radio Radicale percepisce 14 milioni che verranno ridotti a nove. Quindi una riduzione non un azzeramento dei fondi”.
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