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TAGLI EDITORIA. LA SITUAZIONE PER LE TV DI PARTITO

Più tagli per tutti, tranne che per D’Alema”? Così titola Panorama il servizio dedicato alla nuova ripartizione dei fondi per l’editoria ipotizzata sulla base dei fondi disponibili, che sono stati tagliati in sede di definizione della Finanziaria, e dei regolamenti per ripartirli. Il settimanale diretto da Maurizio Belpietro scrive che la televisione di D’Alema, Nessuno Tv, salverà i propri contributi dalla mannaia prevista messa in moto Finanziaria. Una piccola bomba, in una fase in cui tutte le testate di partito piangono. La realtà però è un’altra. Anche Nessuno Tv dovrà registrare un taglio consistente – allo stato si ipotizza una riduzione del 50 per cento, “e inoltre dall’anno 2008”, dice all’Ansa Luciano Consoli, presidente di Nessuno Tv Spa. Per Consoli, all’attuale governo va invece ascritto il merito di avere sanato “una esclusione impropria”, riammettendo le emittenti televisive satellitari che avevano beneficiato della legge Gasparri alla ripartizione dei fondi per l’editoria. Tra di esse c’è Nessuno Tv, in ogni caso penalizzata – puntualizza il presidente dell’emittente – più di altre testate dai criteri fissati nello “schema di regolamento” in corso di stesura.

Negli ambienti tecnici del Dipartimento editoria di Palazzo Chigi ci si chiede come sia stato possibile incorrere in un simile errore. E ci si chiede anche la ragione della polemica nei confronti del regolamento attuativo delle disposizioni riguardanti gli organi di partito. Nessuno di questi, infatti, avrebbe motivo di lamentarsi del regolamento. Anche se Unità, Libero e Avvenire subiscono tagli in relazione alla loro tiratura troppo alta e per questo incompatibile con la dotazione di fondi messa a disposizione dalla Finanziaria. Ma per gli altri, fermo restando che per tutti la cinghia dovrà essere un po’ tirata, per quanto riguarda i criteri non cambierà (quasi) nulla.

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