Editoria

Stati generali dell’Editoria, il cronoprogramma: in sei mesi la riforma del settore

Si sono aperti gli Stati Generali dell’Editoria ed ecco il cronoprogramma del governo che intende risolvere i guai del settore, e procedere a una riforma quanto il più possibile condivisa, in cinque fasi.

Ognuna di queste è diretta a un aspetto particolare della questione e dovrebbe culminare a settembre di quest’anno con la sintesi e la proposta di una legge che riordini il settore dell’editoria.

La prima fase partirà ad aprile con l’acquisizione delle proposte. Si tratta di una fase di “pubblico dibattito sulla riforma dell’editoria” che entro il termine di trenta giorni, “si potranno presentare idee e proposte compilando il modulo con le cinque macroaree che sarà pubblicato in una sezione dedicata all’interno del sito del Dipartimento per l’informazione e l’Editoria”. Tutte le proposte, quindi, verranno pubblicate online sullo stesso luogo virtuale del sito.

Poi si passerà alla seconda fase che terrà banco nel prossimo mese di maggio. “Glil editori avranno la possibilità di un confronto aperto e dedicato in una singola giornata”. Insieme a loro saranno invitati e possibilitati a dir la loro, le agenzie di stampa, i giornalisti, i distributori nazionali e locali e ancora “investitori, centri media, edicolanti, poligrafici, fotoreporter, videogiornalisti, social media manager”. Per il governo “gli incontri consentiranno di focalizzare al meglio le proposte pervenute” durante la prima fase.

A giugno scatterà la terza fase, un dibattito pubblico in due giornate che “consentirà ai partecipanti e stakeholder di esprimere argomentazioni e valutazioni a supporto (o meno) delle idee oggetto di dibattito”.

Esaurito il secondo dibattito pubblico, scatterà la quarta fase prevista per luglio. Stavolta toccherà al dipartimento che “provvederà a fare una sintesi delle proposte ricevute, introducendo la variabile della valutazione politica da parte del governo”. Che potrebbe anche sparigliare le carte rispetto all’andamento del dibattito fin a quel momento. Per luglio, prima della pausa estiva d’agosto, ci sarà il terzo e ultimo incontro pubblico “nel quale sarà presentato il lavoro di sintesi e avviata la raccolta di feedback sui documenti conclusivi”.

Il programma terminerà a settembre, con la quinta fase, in cui “acquisite le idee nella fase iniziale di confronto, in seguito al lavoro di sintesi e di valutazione politica, il Dipartimento elaborerà le proposte di legge definitive da sottoporre al governo, che saranno presentate nel mese di settembre 2019”.

Ivan Zambardino

Recent Posts

Libertà di stampa nell’era degli algoritmi: presentato a Roma il nuovo volume di Francesco Saverio Vetere

La libertà di stampa continua a rappresentare uno dei pilastri della democrazia, ma oggi è…

12 ore ago

Giornalista preso a pugni a Chivasso: “Inaccettabile”

Non si fermano le aggressioni ai danni dei giornalisti: a Chivasso un cronista di Repubblica…

13 ore ago

Nem acquista TeleFriuli: “Polo multimediale per il Nord Est”

Il Gruppo Nem si consolida con l’acquisto del 95% delle quote di TeleFriuli. Un’operazione che…

13 ore ago

Contributi all’editoria, è tempo di ripensare il sistema dei controlli

Il sistema dei contributi pubblici all'editoria è stato spesso oggetto di un dibattito prevalentemente mediatico.…

1 giorno ago

Trasformazione digitale dell’editoria: aperta la fase operativa del nuovo piano di sostegno

L'editoria italiana accelera sul fronte dell'innovazione. È entrata nella fase operativa la misura che mette…

1 giorno ago

Il Tirreno passa a Olivetti Rason, closing a settembre

Sae cede Il Tirreno, il quotidiano toscano andrà alla Gin Srl, società vicina al gruppo…

2 giorni ago