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Stampa Romana e lo sciopero per il contratto: “A testa alta”

Stampa Romana torna sullo sciopero e sulla necessità di rinnovare il contratto dei giornalisti. E lo fa in una nota in cui esprime la volontà di negoziare e, soprattutto, di non voler cedere di una virgola sui temi caldi del confronto in atto, seppur a rilento, con gli editori. Nelle parole del segretario di Stampa Romana, Stefano Ferrante, la volontà di proseguire la lotta: “A testa alta la nostra categoria chiede un nuovo contratto, retribuzioni adeguate al costo della vita, ma soprattutto rivendica dignità per la professione, per chi è dentro le redazioni, e per chi ne è fuori, precario o collaboratore con paghe da fame”. Il punto, centrale, è sempre lo stesso: “Senza retribuzioni dignitose per tutti non c’è libertà. E senza libertà, non c’è una informazione di qualità per i cittadini, per la democrazia”.

Per il dirigente del sindacato non si tratta di frasi fatte. “Non è retorica, è la realtà”, tuona Ferrante. Che aggiunge: “Lo misuriamo ogni giorno se avanza la propaganda, se lo spazio per il dibattito, la critica, le obiezioni si riduce, il giornalismo arretra e perde credibilità: anche per questo l’informazione è in crisi”.

Quindi il momento dei ringraziamenti, di sicuro non banali: “Un grazie particolare ai colleghi che hanno scioperato in condizioni difficili, sotto la pressione di editori e direttori spregiudicati, e ai più giovani alla prima vertenza, discriminati dagli editori che, soprattutto con loro, fanno carta straccia del contratto e degli accordi integrativi vigenti, applicando forfait irrisori”. La mobilitazione è iniziata e non ci si fermerà: “Questa mobilitazione – afferma ancora Ferrante – è una prima scommessa vinta, avviata con decisione insieme con la Fnsi, nonostante scetticismi e sfiducia a molti anni dall’ultima vertenza contrattuale. È un messaggio forte che mandiamo agli editori che, senza progetti di fronte al cambiamento, seguono una sola ricetta: tanti soldi pubblici, organici e retribuzioni ridotti all’osso, sfruttamento. A tutti diciamo: la categoria c’è, il sindacato c’è”. Adesso all’orizzonte, dopo quello del 27 marzo, c’è un altro sciopero già indetto per il 16 aprile: anche Stampa Romana sarà della partita. Se, nel frattempo, gli editori non decideranno di cambiare registro.

Luca Esposito

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