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Stampa Romana bacchetta Piantedosi: “Inaccettabile sfuggire al confronto”

Stampa Romana si arrabbia col ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, accusato, sostanzialmente, di cantarsela e suonarsela da solo. Niente di nuovo all’orizzonte, sia chiaro. È già da anni, lunghi anni, che i politici, e i tecnici che assumono responsabilità politiche, preferiscono dribblare il rapporto coi giornalisti affidandosi a una comunicazione preconfezionata, sicura e funzionale. Alle proprie posizioni. Questa volta, però, Stampa Romana ha deciso di alzare la voce. E lo ha fatto mettendo il suo malumore nero su bianco in una nota: “Video autoprodotti, dichiarazioni a favore di telecamera recapitate ai giornalisti senza alcuna possibilità di fare domande. È sempre più spesso la modalità, inaccettabile, con cui istituzioni e pubblici poteri si relazionano con la stampa”. Il casus belli è avvenuto “a Frosinone in occasione del Comitato straordinario per l’ordine e la sicurezza, con la partecipazione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, convocato dopo i recenti fatti di sangue che hanno scosso il capoluogo, il più grave la sparatoria in un bar della città con un morto e tre feriti”.
Secondo quanto riportano i giornalisti riuniti nell’associazione romana: “Non è stato possibile per i giornalisti interloquire con il ministro”. Un bel problema. Perché, teme Stampa Romana, “così si mina il corretto rapporto tra media e istituzioni che sono sempre tenute alla massima trasparenza e disponibilità per consentire al giornalista di svolgere il proprio lavoro”.  L’informazione, dicono da Stampa Romana a Piantedosi e non soltanto a lui è una cosa davvero seria. Serissima. E “non è sufficiente la cortesia e la disponibilità delle forze dell’ordine e delle amministrazioni a garantire il reale esercizio del diritto di cronaca e una puntuale informazione ai cittadini”.

Luca Esposito

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