Sospese le repliche di Report, è scontro in Rai

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La Rai sospende le repliche estive di Report. La nota della Direzione Approfondimento scatena la solita polemica. Nel pomeriggio di ieri, dopo un tira e molla di indiscrezioni e spifferi, è giunta l’ufficialità. “In attesa che si faccia piena chiarezza sulla delicata e complessa vicenda che vede coinvolto il conduttore Sigfrido Ranucci, la Direzione Approfondimento ha ritenuto opportuno sospendere cautelativamente la messa in onda delle repliche estive della trasmissione televisiva Report, a tutela di un patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico”. La prossima stagione non è in discussione: “Resta fermo l’appuntamento con la nuova stagione di Report, che tornerà in onda a partire dal prossimo mese di novembre”.

La decisione di viale Mazzini ha fatto insorgere la Fnsi. Che con il presidente Vittorio Di Trapani ha contestato con durezza il provvedimento. “La sospensione delle repliche di Report è un atto gravissimo. Cautelativamente rispetto a cosa? Un dipendente e conduttore Rai subisce un attentato e la Rai che fai? Sospende il programma. Ormai siamo al ribaltamento dei fatti: la vittima di un attentato per i dirigenti Rai diventa il sospettato. Chi in questi giorni ha giocato con il fuoco delle insinuazioni aveva questo come obiettivo? La bomba esplosa non ha colpito Ranucci: ma intanto un danno lo ha provocato”.

Lo scontro è arrivato in seno al consiglio d’amministrazione di viale Mazzini. Tre consiglieri hanno messo nero su bianco la loro contrarietà al provvedimento. Si tratta di Alessandro di Majo, Davide Di Pietro, Roberto Natale. Che hanno scritto: “Esprimiamo la nostra contrarietà alla decisione di sospendere cautelativamente la messa in onda delle repliche estive di Report. Abbiamo detto ieri e ripetiamo oggi che auspichiamo la massima chiarezza da parte della magistratura sulla vicenda che coinvolge Sigfrido Ranucci: a tutela dell’immagine Rai, dei giornalisti del servizio pubblico e dello stesso Ranucci. Ma non si capisce che cosa c’entri con questa esigenza di chiarezza la decisione della Direzione Approfondimento. A meno che non si tratti di puntate connesse in qualche modo all’indagine in corso, il provvedimento sembra solo una punizione che vuole soddisfare le richieste giunte a gran voce da una parte politica. La visione di Report non nuoce gravemente alla salute. Report rappresenta da anni una delle trasmissioni di punta dell’approfondimento Rai, riconosciuta dal pubblico per il suo lavoro di inchiesta e per il contributo al diritto dei cittadini a essere informati”.

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