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SOCIAL NETWORK, ATTENTI A QUELLE “PAROLE”, POTRESTE ESSERE CONTROLLATI DALLE FORZE DELL’ORDINE

Bisogna stare sempre più attenti rispetto a ciò che viene pubblicato sui social network, per esempio negli Stati Uniti: il timore di un controllo da parte del governo e delle forze dell’ordine non è più infatti solo un mito popolare ma è già iniziato.
È questo ciò che ha rivelato l’Electronic privacy information center: in Usa i post su Facebook e Twitter sono diventati oggetto di revisione del ministero della Difesa nazionale.
Il ministero ha infatti un elenco di oltre 500 parole che non si dovrebbero scrivere sui social network, pena il finire in una vera e propria lista nera.
Il monitoraggio è cominciato lo scorso febbraio allo scopo di ricercare argomenti di interesse o parole che possono essere considerate pericolose e «cattive».
Gli argomenti sono i più disparati e sono tutte tematiche di cui sarebbe bene non parlare sul Web. Per esempio, nell’elenco sono state inserite parole in riferimento alla sicurezza interna, a materiali pericolosi, alla violenza sul confine meridionale degli Stati Uniti, al terrorismo. Ma fra i termini così detti ‘cattivi’, vi sono anche quelli riferiti alle agenzie federali e a particolari situazioni di emergenza nazionale.
Il meccanismo del ministero della Difesa ha organizzato la segnalazione nel caso di uso di questi termini ‘off limits’ su Facebook e Twitter e, una volta che si è stati segnalati, si è anche sottoposti a un’indagine.
Alla diffusione della notizia dell’elenco e della lista nera si sono subito scatenate le polemiche. «Questo programma» ha spiegato alla Cnn Dean Obeidallah, un ex avvocato, «somiglia a quello usato dal governo cinese per monitorare la rete. Il nostro governo non dovrebbe seguire le orme di un regime autoritario».

Il Grande Fratello non dorme mai, è bene ricordarlo, anche Online.

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