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Smart working, anche Meta richiama i dipendenti in ufficio

Anche Meta volta le spalle allo smart working. Sarà possibile solo per un paio di giorni alla settimana, Zuckerberg richiama in ufficio i suoi dipendenti. O, almeno, quelli che gli sono rimasti dopo le ondate di licenziamenti disposte negli ultimi mesi dal colosso di Menlo Park.

La scelta è abbastanza clamorosa. Perché Facebook e le sue consorelle avevano lanciato la nuova ondata di lavoro agile, con la possibilità di lavorare da casa e la speranza che quello che si stava imponendo ai tempi della pandemia Covid diventasse la nuova normalità. Una storia che non ha funzionato. Evidentemente. Dal momento che è proprio Meta a disporre la fine, o meglio la trasformazione, del “lavoro ibrido”. Per ora, i dipendenti dovranno restare in ufficio per almeno tre giorni su cinque. Per altri due giorni potranno continuare, per il momento, a lavorare da casa. Menlo Park aveva “riaperto” i suoi uffici solo all’inizio del 2022. E, come altri colossi digitali, sembrava credere nella possibilità di rimodellare il lavoro nell’ottica del “remote first”, cioè della preferenza al lavoro domestico. Cosa che, per esempio, Spotify continua ad attuare.

Intanto che Zuckerberg presenta un nuovo visore con il quale prova a ravvivare l’interesse sul Metaverso, il grande flop dei flop, Menlo Park registra un’altra sconfitta strategica. La nuova normalità, tutta digitale, non si è concretizzata. E i licenziamenti prima, a migliaia, e il ritorno in ufficio poi lo confermano.

Luca Esposito

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