Editoria

Slitta a dicembre il commissariamento dell’Inpgi

Altri sei mesi. Slitta a fine dicembre il commissariamento Inpgi, l’istituto della previdenza per i giornalisti. Lo ha deciso la commissione Bilancio della Camera dei Deputati. Che ha approvato un emendamento presentato dal Partito democratico. Nel testo della misura ci sono gli obiettivi. Su tutti, “consentire i necessari approfondimenti”, che verranno demandati a una commissione tecnica. Un organismo che sarà composto da esponenti nominati da ministero dell’Economia, dall’Inps e dall’Inpgi stessa, oltre a rappresentanti del dipartimento editoria della presidenza del consiglio dei ministri. I lavori dovranno concludersi entro il 20 ottobre. Un’ulteriore slittamento, dunque, dopo quello deciso a dicembre scorso che aveva fatto slittare il commissariamento Inpgi al giugno di quest’anno.

Fnsi: “Bene tavolo Inpgi ma sia punto di partenza”

Soddisfatto il segretario generale della Federazione nazionale della Stampa Italiana, Raffaele Lorusso. Che in una nota ha detto. “L’approvazione dell’emendamento al decreto Sostegni bis per l’avvio di un tavolo tecnico per la messa i sicurezza dell’Inpgi è un passaggio importante, di cui va dato atto al primo firmatario, l’onorevole Filippo Sensi, e ai partiti di maggioranza che l’hanno condiviso”.  E dunque. “Si tratta di un punto di partenza, non certo di arrivo. E’ evidente, infatti, che la salvaguardia dell’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani non possa prescindere da una riforma profonda dell’editoria”. Il punto per l’Fnsi resta legato alla riforma dell’editoria.

Il punto per il sindacato è la riforma dell’editoria

Lorusso ha aggiunto. “Per tale ragione è necessario che il presidente del Consiglio, Mario Draghi, riprenda la proposta di legge dell’editoria 5.0 e avvii al più presto un tavolo politico a Palazzo Chigi per affrontare le criticità legate alla transizione al digitale, all’indebolimento e allo sfruttamento del lavoro dei giornalisti e all’uso degli ammortizzatori sociali”. Infine ha concluso. “Nel frattempo, sarebbe auspicabile che riprendesse l’iter parlamentare di alcune proposte di legge ferme da tempo, come quella per contrastare le querele bavaglio, e che fosse finalmente convocato il tavolo per la definizione dell’equo compenso, più volte annunciata e ormai diventata un argomento buono per parlare ai convegni”.

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