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Sky Tg24, caos tra sindacati per i 14 precari

Una vera e propria guerra sindacale si starebbe consumando, ormai da giorni, all’interno di Sky Italia. A darne per primo notizia è stato il sito Portaborse.it. Riassumiamo in breve la vicenda, che ancora oggi, 15 maggio 2014, non è chiusa. Dopo circa 12 mesi di trattative, Cda e azienda raggiungono una bozza d’accordo per stabilizzare 14 precari di Sky Tg 24 (13 + un ex Sky Sport attualmente non sotto contratto). Il problema però è che in base a tale accordo, al fine di stabilizzare i precari che rappresentano il 10% della forza lavoro, ad essere sacrificato sarebbe, mensilmente, un 1,69% lordo delle buste paga di ognuno dei giornalisti assunti con contratto a tempo indeterminato. Insomma, una vera e propria autotassazione, per due anni. Facendo due calcoli questo significa 37 euro per redattore ordinario, a salire progressivamente nelle gerarchie redazionali. Per un totale di 412 mila euro complessivi nei due anni: il 30% del costo della operazione nel suo complesso. Dell’altro 70 se ne farebbe carico l’azienda. I giornalisti sembrano essere tutti d’accordo, ma la svolta arriva con una lettera di Fnsi,Federazione nazionale stampa italiana. In essa il segretario Franco Siddi chiede ai giornalisti di ripensarci o, quantomeno, di prendere tempo anche alla luce delle rassicurazioni del sottosegretario Lotti sui fondi per l’editoria assegnati entro il 6 giugno.

Viene inoltre diffusa una nota:

Gli annunciati interventi del governo in favore della stabilizzazione dei precari aprono immediate e interessanti ipotesi di accordo tra aziende e sindacati (…) I principi di riferimento dell’azione sindacale della Fnsi non hanno mai previsto (al di fuori di comprovati stati di crisi aziendale) la possibilità di intervenire con tagli sulla busta paga o sugli istituti contrattuali se non con l’accordo esplicito e personale dei singoli colleghi, che – in ogni caso – non sono in alcun modo impegnati da un’intesa raggiunta dal Cdr con l’azienda, anche quando questa fosse approvata a maggioranza dall’assemblea dei giornalisti.

Seguono giorni di infuocate assemblee (le indiscrezioni raccontano anche di uno sfiorato scontro fisico fra componenti del Cdr attuale ed ex componenti del Cdr). La discussione si allarga e coinvolge anche Stampa romana (a favore del Cdr Sky e contro la FNSI) e la Stampa lombarda, che invece spara a zero sull’accordo.

Alla fine si è scelto il voto segreto. Oggi e domani, con i corrispondenti esteri che voteranno via email. E il destino dei precari ancora tutto da scoprire.

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