Categories: Franco Abruzzo

I giornalisti del Trentino spingono per più risorse alle tv e radio

Il Sindacato Giornalisti Trentino Alto Adige, “in riferimento ai criteri per l’assegnazione dei fondi per tv, radio e portali internet, che a breve saranno trattati dalla giunta provinciale di Bolzano, auspica un intervento più deciso per garantire al meglio un’informazione libera e pluralista, fatta da Giornalisti professionisti regolarmente abilitati”. “La distinzione tra costi per l’acquisto da terzi, costi di personale non giornalistico e costi di Giornalisti e’ apprezzabile, ma la forbice tra i coefficienti (0,20, 0,25 e 0,30) e’ troppo stretta per dare una vera spinta all’occupazione giornalistica. Purtroppo il fenomeno – si dice in una nota – delle false partite Iva e’ molto diffuso nel settore giornalistico e rappresenta una piaga per i diritti e le tutele previdenziali dei Giornalisti che ogni giorno lavorano in una redazione, per lo piu’ in via esclusiva. Oltre ad “ampliare” questa forbice, il sindacato Giornalisti chiede di introdurre un quarto coefficiente ancora piu’ vantaggioso per il datore di lavoro cosi’ da premiare le assunzioni di Giornalisti nell’anno di assunzione, per poi passare l’anno seguente a quello standard per i contratti a tempo indeterminato. Secondo il Sindacato, la quota fissa per le emittenti televisive, quattro volte quella per i portali informativi online, e’ piuttosto elevata e rende meno decisivo per questa tipologia di aziende il contributo legato all’assunzione o alla presenza di Giornalisti in redazione. Va, inoltre, ribadito che i Giornalisti devono essere assunti con contratti nazionali di lavoro giornalistico, sottoscritti dalle rappresentanze datoriali e dalla Fnsi”. Il Sindacato Giornalisti Trentino Alto Adige “sottolinea che la regolarizzazione occupazionale dei Giornalisti non risponde al sogno del posto fisso, da molti considerato superato, ma all’esigenza di garantire l’autonomia professionale e, quindi, un’informazione veramente libera, pluralista e di qualita’. Poiche’, inoltre, si discute di soldi pubblici, cioe’ di tutti, da destinare ad imprese private, parrebbe quanto mai opportuno impiegare tali fondi anche per sostenere l’occupazione in un settore, quello giornalistico, che dall’inizio della crisi ha perso posti di lavoro sei volte piu’ di tutto il mercato del lavoro nazionale”.

Share
Published by

Recent Posts

Circolare n. 44 del 22/09/2026 – Oggetto: DPCM 30 luglio 2026 – Nuove misure di sostegno all’editoria per l’anno 2026

E' stato pubblicato sul sito del Dipartimento per l'Informazione e l'editoria il Decreto del Presidente…

6 ore ago

In Francia l’AI entra nelle redazioni e comincia a cancellare mestieri: dai correttori ai segretari di redazione

In Francia il dibattito sull’intelligenza artificiale nell’editoria non è più teorico. Dopo anni nei quali…

6 ore ago

A Palazzo Reale a Napoli torna Campania Libri Festival

Torna a Napoli l’appuntamento con l’editoria: dal 1° ottobre e fino al 4 c’è Campania…

16 ore ago

Meta comincia a far pagare l’AI: Instagram, Facebook e WhatsApp entrano nell’era degli abbonamenti

L’intelligenza artificiale di Meta resterà gratuita, ma usarla molto comincia ad avere un prezzo. Con…

17 ore ago

Niente intelligenza artificiale a Sanremo: ecco il regolamento

Niente intelligenza artificiale a Sanremo. Il regolamento della prossima edizione della kermesse canora più seguita,…

1 giorno ago

Circolare n. 43 del 21/09/2026 – Contributi alle scuole per l’acquisto di abbonamenti a giornali e riviste

Anche per l’anno scolastico 2026/2027 è stato pubblicato il bando per la concessione dei contributi…

2 giorni ago