Parziale convergenza di vedute tra Joichi Ito, fondatore del movimento Creative Commons, che propone licenze flessibili perché gli utenti web condividano liberamente contenuti per scopi non commerciali, e Giorgio Assumma, presidente della Siae. «La formula dei Creative Commons», ha detto ieri Joichi Ito durante rincontro tenutosi a Milano, «serve a legalizzare l’attività di chi scarica, condivide e copia contenuti solo per ragioni non commerciali, senza negare il diritto degli autori a vedere ricompensata e riconosciuta la propria opera. Non pensiamo che si debba scaricare tutto gratis».«Ci sono molti contenuti che dovrebbero essere condivisi gratuitamente, come quelli scientifici e accademici per aumentare la conoscenza», ha aggiunto Assumma. «Per le opere artistiche, siamo d’accordo a collaborare per consentire, agli autori che lo desiderano, di diffondere gratuitamente la propria opera». In Italia, Creative Commons è stato utilizzato da Feltrinelli che ha pubblicato così alcuni libri, per alcuni inserti culturali. Sempre nella Penisola, si stimano all’incirca 5 milioni di contenuti con licenza Creative Commons. Nel mondo, sono 200 milioni. (Dalla rassegna stampa ccestudio.it)
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