Si apre la settimana decisiva per il futuro di Ranucci e di Report

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Si apre la settimana della verità sul destino di Sigfrido Ranucci. Nessun licenziamento all’orizzonte, e sarebbe questa davvero grossa. Il nodo è sul futuro della conduzione e della direzione della trasmissione di inchiesta di RaiTre di Report. La sua posizione vacilla. La vicenda che lo vede protagonista, suo malgrado, del papocchio della “bomba d’amore” (copyright Paolo Mieli) confezionatagli dall’amico del cuore Valter Lavitola naturalmente a sua insaputa, lo ha messo in una situazione di forte tensione. Lui, che sta girando l’Italia dei teatri dove incontra “la sua gente”, non demorde. Ha già fatto sapere tramite i suoi legali che ogni decisione di farlo fuori da Report sarebbe viziata da falsità e menzogne. È pronto a battagliare e non potrebbe essere altrimenti.

Il centrodestra e il centrosinistra, per il momento solo i 5 Stelle più che i dem, si stanno dando battaglia. Ma il nodo non lo scioglierà la politica, interessata com’è a mantenere su questo tema un clima di scontro per evitare di scendere a battagliare su altri temi. Il destino di Ranucci è segnato, dicono quelli che la sanno lunga, ma di sicuro non è fuori dalla Rai. Viale Mazzini deve evitare un’eventuale vertenza di lavoro. Che sarebbe un colpo di scena abbastanza telefonato della vicenda. E di fronte a un giudice del lavoro le cose prenderebbero pieghe diverse, magari meno eclatanti dal punto di vista politico e mediatico, ma evidentemente importanti per il futuro (e le casse) della Rai.

La settimana decisiva per Ranucci è iniziata. Sarà, complice la fine di un’estate alquanto piatta, la coda finale del caso dell’estate. In assenza del delitto dell’estate, è stata la vicenda della “bomba d’amore” a riempire le cronache. Giudiziarie, politiche e mediatiche. Adesso le cose entrano nel vivo.

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