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SETTE PROPOSTE A TUTELA DELL’INFORMAZIONE. PARTE CAMPAGNA NAZIONALE PER RACCOGLIERE 10 MILIONI DI FIRME

Un manifesto con sette proposte, sette richieste che corrispondono ad altrettante esigenze del mondo dell’informazione e dell’opinione pubblica. Riforma dell’ordine dei giornalisti, della legge sull’editoria, modifica delle norme che regolano il precariato, legge sul conflitto d’interessi e legge antitrust, riforma del codice civile e penale in materia di querele temerarie e riforma della Rai. E’ la proposta avanzata dall’Associazione stampa romana, elaborata in seguito all’analisi della situazione attuale e all’allarme che ne è scaturito e presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa presso la sede della Federazione nazionale della stampa italiana. «Siamo seriamente preoccupati – ha sottolineato Paolo Butturini, segretario dell’Asr – perché la crisi economica ha colpito anche il nostro settore che soffriva già di debolezze strutturali, etiche e professionali». Un settore, ha aggiunto Butturini, pesantemente minacciato anche dai continui tentativi di controllo e imbavagliamento da parte della politica, con una conseguente limitazione del diritto d’informazione dei cittadini.
Ai sette sì, quelli da dire alle proposte, si aggiunge anche un no: quello al decreto sulle intercettazioni «perché – ha spiegato il segretario dell’Asr – riteniamo che tutto ciò che è di rilevanza pubblica vada pubblicato, fatta salva naturalmente la privacy delle persone. Dire sì alle nostre proposte significa aderire al progetto per la costruzione di un’alleanza che sfidi la politica a fare il suo mestiere, tornando a occuparsi delle esigenze dei cittadini, delle istanze urgenti del paese».
Stefano Rodotà ha posto l’accento sul fatto che è il timore dell’informazione a provocare la volontà di controllarla come dimostrato dalla vicenda della banda larga le cui potenzialità allettano gli utenti ma preoccupano quanti mirano a controllare l’informazione e l’opinione pubblica. Altro fatto emblematico, secondo Rodotà, è quello dell’ordinanza dell’Agcom per la tutela del diritto d’autore su internet. «Un’ordinanza – ha sottolineato l’ex garante – che si fonda su un concetto antico di trecento anni e che cerca di regolamentare un settore di cui molti non sanno nulla».
Proprio riguardo all’ordinanza dell’Agcom, il portavoce dell’associazione Articolo 21, Giuseppe Giulietti, ha ribadito con forza il proprio no dopo aver però chiarito l’adesione dell’associazione a tutti e sette i sì e aver proposto il lancio di una campagna nazionale per raccogliere «dieci milioni di firme a sostegno di queste proposte per realizzare una class action e aprire un dibattito approfondito su questi temi. Anche l’Fnsi ha detto sì alle sette proposte dell’Asr che, ha chiarito Giuseppe Rossi, potranno essere realizzate, portando al rinnovamento che tutti ritengono necessario, «solo se anche il mondo della politica e quello dell’economia faranno la loro parte. In caso contrario – ha concluso – ci saranno ripercussioni sulla democrazia e sulla partecipazione democratica».

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