Sempre più aziende affidano il marketing a Facebook, esponendo in vetrina i prodotti, servizi e knowhow: implicitamente regalano utenti a Mark Zuckerberg per ottenere in cambio pubblicità, spazio imprenditoriale e vendite. Il rapporto di complicità tra linguaggio digitale e imprenditoriale è tanto efficace quanto pericoloso: le aziende si spogliano, affidano alla rete strategie e marchi al fine di instaurare un collegamento immediato e veloce con il cliente. I contatti, quindi partoriti da Facebook, sono destinati a rimanere nelle mani del social network: è questo l’unico limite del marketing sociale, in quanto lo spazio imprenditoriale rimane alla mercè della rete.
Per quanto Mark Zuckerberg possa aiutare il mercato, è sempre una persona terza rispetto al consueto e sano rapporto bipolare di vendita. L’interazione dell’utente di Facebook con le aziende è per ora superficiale, in quanto ci si limita a porre un “like”, che indubbiamente gonfia l’immagine dell’azienda stessa, condannando tale astratta preferenza a rimanere fine a se stessa: perché spesso frutto dell’abitudine, imitazione e notorietà del marchio.
È preferibile, a questo punto,soprattutto per le piccole aziende, tentare di realizzare una sorta di community ad hoc, nelle quali invitare gli utenti per uno scopo preciso, rendendo perciò possibile profilare i clienti, in base ad età, sesso e provenienza. (NL)
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