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Sanremo, l’ultima stecca: “Daspo agli artisti che fanno politica”

Ci mancava solo questa: ora la Lega invoca il Daspo per gli artisti che, a Sanremo, si permettono di fare qualsiasi altra cosa che non sia cantare. Parola di Alessandro Morelli, sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri con delega alla programmazione economica, che si è lasciato scappare la frizione in un’intervista rilasciata a liberoquotidiano.it. “Vergognoso che il Festival sia utilizzato e sfruttato da chi dovrebbe solo cantare e invece fa altro: propaganda politica. Gli artisti dovrebbero salire sul palco, fare la loro bella esibizione e andarsene”, ha detto Morelli. Che ha rincarato la dose: “Capisco perfettamente che è complicato in diretta: non si possono bloccare le persone e impedire loro di parlare. Detto questo non va mai sottovalutata la responsabilità sociale da parte di chi sale su quel palco e che ne sfrutta la visibilità. Sarebbe utile, a questo punto, pensare a una sorta di Daspo per chi utilizza quel palco per fini diversi da quelli della musica: gli artisti lì fanno musica, non politica”. Un’idea per rendere fattibile la proposta Morelli ce l’ha: “Secondo me chi fa politica utilizzando il palcoscenico Rai deve stare fuori dalla Rai per un periodo di limbo. La soluzione è un Daspo per chi utilizza il palcoscenico Rai impropriamente. La televisione pubblica, per cui tutti gli italiani pagano il canone, non deve alimentare la propaganda di alcuni presunti artisti che, se vogliono far politica, possono andare sul palco del Concertone del 1° Maggio che è notoriamente un palco politico. Se vogliono far politica utilizzando il bene pubblico, perché la Rai è un bene pubblico, l’azienda deve fare determinate scelte”. C’è poco da stupirsi. Il clima è questo. Ma a nessuno interessa.

Luca Esposito

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