La notizia è stata riportata dal Wall Street Journal ma se ne stanno occupando i media di tutto mondo: il gigante di Seoul è pronto a rilevare la Novaled AG, azienda tedesca specializzata in tecnologie Oled, Organic light emitting diode, per l’alta definizione di display di smartphone e televisori.
Un portavoce della Cheil Industries, filiale della Samsung, ha rivelato che per portare a termine l’operazione, la multinazionale di Lee Byung-chul è disposta a versare nelle casse dell’azienda tedesca, 200 milioni di dollari, un importo dieci volte superiore al fatturato annuo della Novaled AG.
Secondo gli analisti della TMR, Trasparency Market Research, società di ricerche leader nel settore tlc, questa nuova tecnologia, entro il 2018, attraverso tutti i suoi canali di distribuzione, dovrebbe generare ricavi pari a 25,9 miliardi di dollari rispetto ai 4,9 del 2012.
Tale previsione spiega, più di ogni altra cosa, l’ appeal esercitato da questo settore nei confronti della Casa di Seoul, fortemente convinta di un investimento che, per quanto consistente, non è nulla rispetto al volume d’affari prospettato.
La Novaled è stata fondata nel 2001 a Dresda, grazie allo spirito d’iniziativa e alle sinergie messe in campo dal Fraunhofer Institute e dall’Università di Dresda.
L’ ex start up, nella quale lavorano 130 dipendenti, si è sempre occupata dello sviluppo della tecnologia Oled, un innovativo sistema di illuminazione per display che produce sopratutto per la Samsung.
Infatti, quest’ultima, dal 2011, attraverso un’operazione di venture capital, già possiede il 10% dell’azienda di Dresda.
Fino a questo momento, la tecnologia Oled è applicata per il 71% ai display smartphone e per il 29% ai televisori ma, gli esperti del settore, sono convinti che, entro il 2015, si dovrebbe registrare il sorpasso degli schermi tv, rispetto a quelli dei dispositivi mobili.
E il colosso sud-coreano sembra pronto a raccogliere quest’ ennesima sfida.
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