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ROSITANI: ERANO SPESE REGOLARI MA FORSE È STATA MIA MOGLIE

Guglielmo Rositani: un’altra vittima della carta di credito Rai. Il consigliere Rai del Pdl ha riconsegnato la carta di credito aziendale dichiarando che le spese erano «regolari, motivate e giustificate».
«Mi avete rovinato l’immagine, nella mia città cosa penseranno? Mi sento scarnificato e dolente», ha dichiarato Rositani che ha querelato La Repubblica per avere evidenziato le singole spese, diffamandolo.
Tuttavia in un’intervista a Libero il consigliere ha sottolineato che l’errore è stato commesso probabilmente dalla moglie che avrebbe usato per sbaglio la carta aziendale. Insomma a sua insaputa (frase già sentita!).
Comunque la vicenda ha impaurito i colleghi in CdA che hanno spulciato ricevute delle spese di rappresentanza, onde evitare qualche altra spiacevole “soffiata”.
«Ho chiesto alla mia segretaria, mi ha detto che ho speso 1450 euro», dice Nino Rizzo Nervo. Per l’ex-consigliere del Pd (dimissionario in seguito alla conferma di Maccari al Tg1) è una questione di stile. Qualche invito a pranzo può bastare.
«Mi sono fermato a 850 euro. Siamo molto esposti sui media. Anche le virgole prendono il volo, figuriamoci ghiottonerie di questo tipo», dichiara Giorgio Van Straten, consigliere Udc.
Per ora il più attento sembra il pidiellino, Antonio Verro, che si è accontentato di fare qualche omaggio floreale.
Fin ora la Rai non ha preso iniziative su Rositani. L’azienda di Viale Mazzini non detta regole precise per attingere alla carta di crediti aziendale. Dunque è difficile provarne un abuso.
Tuttavia il caso Minzolini avrebbe dovuto insegnare qualcosa. L’ex direttore del Tg1 è stato sostituito per l’accusa di peculato, reato causato proprio dalle sue spese “ambigue”.
Per ora sono il buon senso e la deontologia del singolo a gestire la carta di credito. Quindi in teoria anche un acquisto di un profumo o una vacanza esotica potrebbero classificarsi come spesa di “rappresentanza”.
Per evitare equivoci non sarebbe meglio dettare regole più precise?
Fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio, a volte.
Egidio Negri

editoriatv

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