Sì al criterio proporzionale, in base alla rappresentanza, dei partiti in tv e sì alla ricerca di una riforma condivisa della par condicio. E’ quanto sostiene il ministro delle Telecomunicazioni Paolo Romani, a Torino per il Prix Italia.
“Penso che il criterio proporzionale abbia assolutamente senso – ha detto Romani -. Lo si è introdotto a fatica con un voto praticamente unanime in commissione di vigilanza. Non credo che sia giusto che un nuovo partito di ciambellani stanchi debba avere lo stesso tempo di partiti storici, consolidati, con rappresentanze nel parlamento italiano ed europeo. Su questa base gli italiani penserebbero che tutti i partiti sono uguali”, ha osservato il ministro.
Romani ha detto anche di credere che ci siano le condizioni per una riforma insieme all’opposizione. “Credo che ci siano le condizioni per fare un percorso parlamentare condiviso per fare la riforma della par condicio”. Quanto ai piccoli e ai nuovi partiti, “c’è un diritto di tribuna che deve essere assicurato, ma mi sembra inaudito assicurare lo stesso tempo di parola”.
Una guida pratica per orientarsi tra codici editoriali, distribuzione e agevolazioni fiscali. Primo di tre…
Quattro milioni di euro di sanzioni e un mercato che non scompare: il paradosso del…
La pirateria ghermisce pure i libri. E no, non c’entrano le vicissitudini del Corsaro Nero,…
Il referendum fa litigare il ministro alla Famiglia Eugenia Roccella e il Cnog, “accusato” di…
L’Anci si impegna per sostenere le edicole. Dopo i dati, disastrosi, relativi ai chioschi, è…
Edicole in via d’estinzione: lo attestano i numeri. Uno studio Stampa Romana e Data Media…