L’opzione del commissariamento della Rai ”non credo proprio che sia percorribile”. Lo afferma in un’intervista a Repubblica l’ex ministro delle Comunicazioni Paolo Romani, riferendosi a sollecitazioni in tal senso che arrivano dal Pd aggiungendo che ”non so su quali basi qualcuno invochi un commissariamento. La Rai è una società per azioni e mi sembra molto complicato”.
Romani ritiene poi che ”lasciare che sia l’esecutivo a decidere i poteri del presidente della Rai creerebbe un pericoloso precedente. L’azionista – ricorda – è il Tesoro, come in altre aziende, ma il Pd dimentica che c’è una commissione di vigilanza parlamentare, e che di 9 membri del cda ben 7 sono eletti da quella commissione”. Più in generale, ”sono certo che Monti terrà conto delle cose che stiamo dicendo. Chiediamoci cosa accadrebbe se, dopo questo precedente, un governo politico decidesse di agire in questo modo”. Romani non esclude quindi che il Pdl possa non votare il presidente designato Annamaria Tarantola anche se ”mi auguro che non si debba arrivare a una scelta di questo tipo, e che prima di dover scegliere ci sia un chiarimento”.
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