”No. Non è possibile perchè i due terzi del canone che rappresentano oggi all’incirca il reddito della Rai non coprono le spese complessive del sistema misto che c’è in Italia. Quindi abolire quel terzo che viene dalla parte pubblicitaria obbligherebbe i cittadini italiani a subentrare nel pagamento di questa quota”. Il sottosegretario alle Comunicazioni, Paolo Romani, intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.it, boccia l’ipotesi che anche in Italia la televisione pubblica abolisca la pubblicità, come avverrà da oggi in Francia.
”Sono sempre stato dell’idea che il nostro sistema misto, dove il canone finanzia quel 65% di programmi del servizio pubblico, sia un sistema che funziona ancora ragionevolmente bene. Il problema è semmai – sottolinea Romani – capire se quel 65% corrisponde esattamente alle esigenze di servizio pubblico. Questa operazione che si sta attuando in Francia, storicamente Paese diverso dall’Italia, non è attuabile”. ”La Rai – spiega il sottosegretario – ha sicuramente delle sacche di sprechi notevoli, ha anche però un vantaggio: non ha alcun indebitamento. Non è un’Alitalia insomma. Prima di definire la Rai un carrozzone bisognerebbe guardare bene i bilanci.
Quando sarà risolto il problema del cda e anche della nuova governance, spero tra poco, quest’ultima assicurerà al servizio pubblico un sistema che consentirà di eliminare molti sprechi. Ma non penso che gli sprechi che saranno eliminati saranno pari ai soldi che oggi la Rai raccoglie sul mercato pubblicitario”.
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