Categories: Giurisprudenza

ROMANI, CON PDL SU PAR CONDICIO, POSSIBILE VIA ITER DA SENATO

Una proposta di legge depositata in Senato per la riforma della par condicio può essere l’uovo di Colombo per aggirare l’ostacolo dei tempi farraginosi alla Camera, bloccata fino al 9 novembre per mancanza di copertura finanziaria delle leggi in commissione e successivamente occupata con la finanziaria in arrivo da Palazzo Madama. La proposta c’è, a firma di Alessio Butti capogruppo Pdl in Vigilanza Rai, ed è condivisa dai capigruppo del partito e sottoscritta da cento senatori della maggioranza. A parlarne, oggi a Palazzo Chigi, il viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, a margine di una conferenza stampa.
Sollecitato dai cronisti, Romani ha detto che, per la riforma della legge 28 del 2000, ”c’è un testo anche al Senato. Noi come governo siamo d’accordo col provvedimento e favorevoli alla modifica della norma, di cui ci interessa soprattutto l’introduzione del principio proporzionale delle presenze radio-televisive”.
Nel testo Butti si ribadisce questo e il diritto di tribuna per le minoranze al 10%, su cui il viceministro conferma però la disponibilità a trattare fino a una percentuale del 20. Nessuna traccia del diritto di accedere a spot a pagamento sulle tv nazionali, previsto invece dal testo Abrignani depositato alla Camera a metà ottobre, che aveva fatto infuriare le opposizioni. A questo punto ”la capigruppo può decidere di iniziare il percorso della riforma proprio dal Senato” coi tempi che ”sono quelli parlamentari” e con un metodo ”che mi auguro sia fortemente condiviso”. D’altra parte – ha ricordato Romani – ”in commissione di Vigilanza esiste già un documento approvato e votato in modo condiviso, che introduce il principio della proporzionalità delle presenze”.
Federica Liucci

editoriatv

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