Roma prova a salvare le edicole con il digitale: via libera alla pubblicità sugli storici chioschi dei giornali

0
80

Le edicole romane provano a cambiare pelle per sopravvivere alla crisi della carta stampata e questa volta una parte della risposta arriva dalla pubblicità digitale. La Giunta di Roma Capitale ha approvato una modifica al regolamento sugli impianti pubblicitari che permetterà ai chioschi destinati alla vendita di quotidiani e riviste di utilizzare supporti digitali pubblicitari con regole più favorevoli rispetto a quelle previste per i normali impianti presenti in città. In particolare viene meno per le edicole il vincolo della distanza minima di cento metri tra gli impianti digitali, una deroga che può sembrare molto tecnica ma che nella pratica rende molto più semplice installare schermi pubblicitari sui chioschi già presenti nelle strade della Capitale. L’obiettivo del Campidoglio è abbastanza chiaro: offrire agli edicolanti una nuova possibilità di guadagno in un momento nel quale affidarsi esclusivamente alla vendita di giornali e riviste è diventato sempre più difficile.

La decisione acquista però un significato più ampio se viene inserita nella trasformazione che sta attraversando l’intero settore. Per decenni l’edicola ha avuto un modello economico estremamente semplice: vendeva giornali, settimanali, riviste e collezionabili e viveva principalmente di questo. Quel mondo non esiste più. Le vendite della stampa cartacea sono diminuite, una parte crescente dell’informazione viene consumata attraverso smartphone e social network e moltissime edicole hanno dovuto ampliare progressivamente la propria attività per riuscire a restare aperte. Biglietti, ricariche telefoniche, pagamenti, cancelleria, servizi per cittadini e turisti e altri prodotti sono entrati negli spazi che un tempo erano occupati quasi esclusivamente dai giornali. La pubblicità digitale rappresenta quindi un ulteriore passo nella stessa direzione: utilizzare una struttura già presente sul territorio per creare nuove entrate senza cancellarne la funzione originaria.

Roma Capitale insiste proprio su questo punto. La deroga non nasce per costruire una nuova rete di cartelloni pubblicitari indipendenti, ma per consentire a strutture già esistenti e autorizzate di integrare una tecnologia capace di generare ricavi aggiuntivi. Le edicole hanno infatti una caratteristica particolare: non sono state collocate nelle strade sulla base di una pianificazione degli impianti pubblicitari, ma attraverso autorizzazioni storicamente legate alla distribuzione della stampa. Applicare automaticamente anche ai loro eventuali schermi digitali la distanza minima prevista per gli impianti pubblicitari tradizionali avrebbe quindi impedito a molti chioschi di sfruttare questa possibilità soltanto perché nelle vicinanze esiste già un’altra installazione digitale.

La misura si inserisce inoltre in un percorso che il Campidoglio aveva avviato già nel 2025 con una memoria di Giunta dedicata alla salvaguardia e alla valorizzazione delle edicole, attraverso la quale l’amministrazione aveva indicato la necessità di tutelare per quanto possibile le postazioni esistenti e le eventuali ricollocazioni. Dietro questa politica c’è l’idea che l’edicola non sia semplicemente un negozio che vende un prodotto sempre meno acquistato, ma continui ad avere una funzione urbana e sociale, soprattutto nei quartieri. È un punto importante perché probabilmente il futuro delle edicole passa proprio dalla capacità di smettere di considerarle esclusivamente come punti vendita della carta stampata senza però trasformarle in normali esercizi commerciali.

La pubblicità digitale può essere una parte di questo nuovo modello. Un chiosco si trova generalmente in una posizione molto visibile, affacciato sulla strada e inserito nei percorsi quotidiani di migliaia di persone. Quella posizione possiede un valore economico che in passato veniva sfruttato soprattutto attraverso giornali, locandine e pubblicità tradizionale, mentre oggi uno schermo può ospitare campagne differenti durante la giornata e diventare una fonte di ricavi più dinamica. Per un’attività che lavora con margini sempre più ridotti anche un’entrata aggiuntiva può contribuire alla sostenibilità economica.

Il rischio naturalmente è che la trasformazione digitale delle edicole finisca per scontrarsi con un altro problema molto sentito a Roma, quello della quantità e dell’impatto degli impianti pubblicitari nello spazio urbano. La diffusione degli schermi luminosi ha già provocato proteste da parte di associazioni e comitati preoccupati per il possibile aumento della pressione pubblicitaria, soprattutto nelle zone di maggiore valore storico e paesaggistico. La sfida sarà quindi trovare un equilibrio tra la necessità di dare ossigeno economico alle edicole e quella di evitare che i chioschi diventino semplicemente nuovi contenitori di pubblicità luminosa.

Ma sarebbe un errore pensare che qualche schermo possa risolvere da solo la crisi delle edicole. La pubblicità digitale può rappresentare una nuova entrata, non una soluzione strutturale al crollo della vendita dei giornali. Il vero problema rimane quello di trovare una nuova funzione economica per una rete costruita quando milioni di italiani acquistavano quotidianamente la stampa e che oggi deve confrontarsi con abitudini completamente differenti. Per questo il futuro probabilmente passerà da un insieme di attività: vendita dell’informazione, servizi di prossimità, pagamenti, biglietteria, servizi digitali, iniziative culturali e nuove forme di comunicazione commerciale.

È la stessa direzione indicata dal Campidoglio, che parla della possibilità di trasformare progressivamente le edicole in luoghi capaci di offrire più servizi ai cittadini e di ospitare anche iniziative culturali, presentazioni di libri ed eventi legati ai quartieri. L’edicola del futuro potrebbe quindi avere sempre meno l’aspetto del semplice punto vendita di quotidiani e sempre più quello di un piccolo presidio urbano multifunzionale, capace di mettere insieme informazione, servizi e tecnologia.

Roma prova a percorrere questa strada partendo dalla pubblicità digitale. Non sarà certamente uno schermo a fermare da solo la lunga crisi della carta stampata, ma permettere alle edicole di utilizzare meglio gli spazi che già occupano può rappresentare una piccola fonte di ossigeno economico. La vera sfida sarà fare in modo che l’innovazione serva a mantenere aperti i chioschi e non semplicemente a sostituire progressivamente i giornali con la pubblicità.

Perché salvare le edicole non significa necessariamente conservarle identiche a quelle di trent’anni fa. Significa trovare un modo per farle continuare a vivere mentre tutto quello che le circonda è cambiato.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome