Roma inerte, i giornalisti puntano sul Media Freedom Act

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Media Freedom Act: Roma non si muove, Bruxelles invece fa un importante passo avanti. Intanto vieta l’utilizzo di Spyware ai danni dei giornalisti. L’Ordine gioisce e lancia la linea: più pluralismo e tutela dei cronisti, più risorse per sostenere l’informazione e, dunque, la democrazia in una fase cruciale della politica europea e dei singoli Stati membri. Sul tavolo, infatti, c’è il Media Freedom Act che è stato già oggetto di più di una critica da parte degli editori continentali secondo cui c’è molto da rivedere nella bozza di regolamento presentato in sede istituzionale.

Intanto, i giornalisti italiani incassano un primo successo e promettono di valutare e vagliare a fondo le opzioni previste dal Media Freedom Act. Il presidente del consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli, ha commentato in maniera positiva l’attivismo sul fronte dell’informazione e dell’editoria da parte di Bruxelles. A cominciare dal no agli strumenti che limitano la libertà dei cronisti: “La messa al bando da parte dell’Unione Europea degli spyware a danno dei giornalisti è un’ottima notizia e segna un passo in avanti per la libertà di stampa”.

Da questo successo, i giornalisti italiani se ne aspettano altri: “Ci auguriamo che anche tutto il Media Freedom Act  della Ue, che analizzeremo nel dettaglio,  vada nella stessa direzione: difesa e incentivi per il pluralismo, tutela dei giornalisti, risorse adeguate per un comparto strategico per la democrazia”. Tuttavia, Roma resta inerte e il tema dell’informazione e del futuro dell’editoria sembra non aver nemmeno sfiorato la campagna elettorale che entra nella sua ultima settimana: “Resta solo il rammarico, come abbiamo affermato ieri nella conferenza stampa degli enti di categoria, di una grave inerzia del Parlamento italiano sulle questioni che riguardano il nostro sistema dell’informazione.  Ci auguriamo che le nuove Camere e il nuovo governo, qualunque sia la scelta degli elettori, seguano la scia dell’Europa e mettano mano alle necessarie riforme per una informazione professionale di qualità che sia al passo dei tempi”.

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