Roma, crisi edicole. I dettagli per la vendita di snack e bibite

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Modificare e aumentare lo spazio utilizzabile nell’edicola per la vendita di altri prodotti merceologici; allargamento del settore merceologico consentito anche di prodotti alimentari non deperibili, ivi comprese le bevande preconfezionate e preimbottigliate con esclusione del latte e dei suoi derivati. E ancora: l’utilizzo delle edicole come punti turistici. Questa la mozione bipartisan approvata con 29 voti a favore, 0 contrari e 1 astenuto, che ha come primo firmatario il capogruppo Lista civica Marino, Luca Giansanti. “I giornalai in questi anni hanno subito una forte competizione sul loro prodotto principale, competizione che non ha garantito alcun aumento di vendita di giornali a livello nazionale. Allargamento del settore merceologico significa dare la possibilita’ alle edicole di vendere anche prodotti alimentari non deperibili che non necessitano di particolari trattamenti di conservazione, – ha detto Giansanti – ivi comprese bevande preconfezionate e preimbottigliate con esclusione tassativa di alcolici e superalcolici e latte e prodotti derivati”.

Questo il resoconto della discussione in Consiglio:

Onorevole colleghe, onorevoli colleghi, esercitando il potere di indirizzo e di controllo che spettano alla nostra assemblea vi chiedo di sostenere questa mozione che vuole rispondere a due ordini di esigenze: da un lato quelle di una categoria storica per questa città e per il nostro paese: la rete delle edicole, patrimonio da tutelare ed autentico presidio di democrazia per non mettere a rischio oltre ai molti posti di lavoro la libertà e la pluralità dell’informazione; dall’altro lato le esigenze dei cittadini romani e dei turisti. Sui giornalai pesa non solo la riduzione della vendita di copie – processo inarrestabile sia per l’evoluzione verso il digitale e le nuove tecnologie – ma anche la moltiplicazione, autorizzata da provvedimenti normativi nazionali, di punti nuovi vendita (bar, tabaccherie, supermercati, distributori di carburante, strillonaggio non del tutto autorizzato e in diversi casi abusivo). Non deve tuttavia sfuggire al mondo politico che i tali “nuovi” punti vendita diversi dalle edicole hanno puntato con decisione solo su poche e determinate testate, le più importanti e con maggiore diffusione, tralasciando tutte le altre. In pratica, i giornalai in questi anni hanno subito una forte competizione sul loro prodotto principale, competizione che tuttavia non ha garantito alcun aumento di vendita di giornali a livello nazionale. I dati sono d’altronde ben noti. L’amministrazione comunale è già intervenuta in passato per consentire all’interno delle edicole (e sottolineo all’interno, condannando ogni forma di abusivismo e di degenerazione dello spirito dei provvedimenti) la vendita tra l’altro di piccollo pastigliaggio, piccola cartoleria, limitando lo spazio al 25% dell’edicola a tali prodotti e consentendo su un lato dell’edicola la pubblicità non editoriale. Si è trattato di una piccola forma di aiuto utile ma non risolutiva sulla quale con la presente mozione intendiamo sollecitare l’amministrazione ad innestare un ulteriore provvedimento. In tal senso la nostra proposta è chiara, realizzabile e prevede che la delibera qui auspicata sia incardinata sull’intesa con le organizzazioni sindacali di categoria e con i municipi: ecco le proposte:
1) Allargamento del settore merceologico: dare dunque la possibilità alle edicole di vendere anche prodotti alimentari non deperibili che non necessitino di particolari trattamenti di conservazione, ivi comprese bevande preconfezionate e preimbottigliate con esclusione tassativa di alcolici e superalcolici e latte e prodotti derivati. Faccio un esempio concreto: La vendita di acqua nelle edicole è già autorizzata in altre città, ad esempio a Torino dove l’amministrazione ha consentito che le edicole vendano un’acqua le cui bottigliette risultano essere ecosostenibili e, a differenza di quelle tradizionali, si biodegradano in meno di tre mesi. Auspicheremmo in tal senso che l’Acea possa essere coinvolta in un progetto analogo. Questa proposta non consentirebbe, come artatamente paventato da distratti lettori della mozione, la trasformazione delle edicole in ristoranti e bar né in chioschi; orari e spazi occupati restano immutati; chi vorrà, una volta autorizzato, potrà sol avvalersi di tali nuove possibilità;
2) Le edicole, per vocazione e storia, rappresentano un luogo di socializzazione e di discussione nella città; esse devono rendersi disponibili a fornire servizi ai romani ed ai turisti; in tal senso la mozione auspica l’utilizzo delle edicole come punti turistici dedicati: non solo la bigliettazione-trasporti ma anche in prospettiva allargamento di tali funzioni tra cui la disponibilità alla diffusione e distribuzione di materiale informativo dell’amministrazione comunale.
3) Nell’ambito di tali disponibilità la mozione prevede anche la facoltà dell’Amministrazione Capitolina di prevedere l’ampliamento della percentuale di spazi interni all’edicola destinati alla vendita degli altri prodotti merceologici, sottolineando che tale allargamento debba essere regolarmente inserito tra quelli specificamente definiti ed elencati dalla Amministrazione e dall’Assessorato alle Attività produttive.
4) Un ultimo punto lo dedichiamo alla presenza ed alla distribuzione delle edicole, punto di presidio territoriale importante così impostato, nel territorio comunale: la mozione auspica dunque che la Amministrazione Capitolina, d’intesa con le organizzazioni sindacali di categoria, i municipi e nel caso le sovrintendenze competenti, attivi procedure che consentano in maniera più snella e rapida il trasferimento di edicole attualmente in difficoltà economica (sulla base di parametri certi) in zone della città che ne necessitano o di recente urbanizzazione; il tutto senza produrre alterazione nel numero complessivo di edicole in città ma ricorrendo ai luoghi già individuati ai fini dell’apertura di nuovi punti vendita esclusivi (delibera 26/2006). In pratica, dare la possibilità di trasferirsi a quelle edicole in oggettiva difficoltà che lo richiedano presso le sedi già individuate dal bando previsto dalla delibera 26/2006 ed oggi non ancora assegnate.
La mozione auspica dunque un rinnovato modello di edicola, più moderno e confacente alle mutate esigenze della categoria e della città; auspichiamo inoltre forme di rigoroso controllo di ogni forma di abusivismo e la massima attenzione al decoro della città. Ci preme stabilire una cosa: le edicole restano e devono restare il cuore della libertà e pluralità dell’informazione perché lì ancora si trova tutto e anche e soprattutto la stampa minore che altrimenti senza la vendita in edicola sarebbe destinata a sparire. Aiutare i giornalai vuol dire anche questo e noi abbiamo un dovere verso questi giornalai cittadini di roma e verso la informazione libera in questa città. (Luca Giansanti – Capogruppo Lista Civica Marino)

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