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RIOTTA A VANITY FAIR RACCONTA IL SUCCESSO DEL TG1

Il successo del Tg1 è evidente: quello delle 20 si attesta su una media del 30% di share (oltre 7 milioni di spettatori) e ha circa 5 punti di distacco dal rivale Tg5. Ciò significa che, la sera, un terzo delle persone che guardano la tv è sintonizzata sul Tg1. Inoltre il Tg1 è il più seguito dai laureati, una conquista recente. Il merito è di Gianni Riotta, direttore da settembre 2006, che ha apportato parecchi cambiamenti. I telespettatori hanno visto comparire indirizzi di siti internet e posta elettronica, sondaggi, uno studio nuovo, ospiti a fianco dei conduttori, rubriche di approfondimento condotte dallo stesso direttore. Sono stati invitati politi in studio ed è stato dato ampio spazio alla lettura con l’elezione del libro dell’anno, l’intervista al vincitore in diretta e il lancio della rubrica Benjamin, in onda la domenica alle 13.30. Finalmente di libri non se ne parla solo a notte fonda! Il merito di ciò? Una squadra che funziona e che lavora bene. “Nell’anno e mezzo della mia direzione nessuno è stato promosso, o assunto, o segnalato per raccomandazione politica. Una cosa mai capitata prima”, afferma Riotta. Alla domanda su come intende gestire la campagna elettorale risponde come uno dei suoi maestri, Ugo Stille, all’epoca direttore del Corriere: “Dare le notizie, tutte”. Poi continua: “Sono un giornalista e il mio dovere è spiegare, non tifare. Il Tg1 non potrebbe schierarsi a favore di nessun partito perché la Rai, a differenza dei giornali, fornice un servizio pubblico. Vive grazie al canone che pagano tutti. Non sarebbe giusto schierarsi”.

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