È stata posticipata al 29 giugno prossimo per ragioni tecniche l’udienza della causa, davanti al giudice dell’Ottava sezione del Tribunale di Milano, con cui Angelo Rizzoli, ex presidente dell’omonimo gruppo editoriale chiede i danni a quelli che, sostiene, gli «rubarono» il Corriere della Sera. Rizzoli chiede 650 milioni di euro di risarcimento alla cordata composta da Gemina (50%), Meta (25%), Mittel e Arvedi (12,5% ciascuno) che, a suo dire, nel 1984 gli portò via la Rcs e il quotidiano di via Solferino. Sulla vicenda era intervenuto Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo e di Mittel, secondo il quale le dichiarazioni di Rizzoli in un intervista in cui preannunciava l’azione legale «sono le stesse per le quali egli è stato condannato nel 1998 al risarcimento di danni per diffamazione nei miei confronti. E sono le stesse – prosegue Bazoli – delle quali egli ha poi riconosciuto per iscritto l’assoluta infondatezza rammaricandosi e scusandosi con me per gli offensivi disegni attribuitimi». Il professore si era riservato «ogni azione nelle sedi competenti».
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